La Nuova Sardegna

Sassari

Rapina con botte al bazar, in manette un disoccupato

di Luca Fiori
Rapina con botte al bazar, in manette un disoccupato

L’uomo 32enne è stato sorpreso a rubare in un negozio di via Pascoli ed è fuggito Grazie alla descrizione di alcuni testimoni la polizia è risalita a lui e lo ha arrestato

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Quando il commesso cinese gli ha chiesto cosa avesse nascosto dentro lo zaino non ci ha pensato due volte: prima gli ha sferrato un pugno sul naso, poi una serie di ginocchiate al volto che hanno mandato al tappeto il povero dipendente di un bazar di abbigliamento e oggettistica varia in via Pascoli.

La violenta reazione di Marco Sanna, disoccupato sassarese di 32 anni, conosciuto dalle forze dell’ordine, ha trasformato un banale furto in una vera e propria rapina e il volto di Xia Wei Din, 33 anni, in una maschera di sangue. L’aggressione è andata in scena martedì sera, quando nel negozio di abbigliamento cinese “Taiwan” erano presenti alcuni clienti e due dipendenti. Secondo la ricostruzione degli investigatori della questura, Marco Sanna sarebbe entrato con l’intenzione di rubare qualche oggetto. Dopo aver girato per qualche minuto tra gli scaffali, l’uomo ha attirato l’attenzione del commesso. Il dipendente del negozio non lo ha perso d’occhio un istante e quando il disoccupato ha provato a guadagnare l’uscita gli si è piazzato davanti. La richiesta di aprire lo zaino ha mandato su tutte le furie Marco Sanna che per prima di darsi alla fuga ha dovuto levarsi di mezzo Xia Wei Din. Il giovane cinese si è beccato prima un cazzotto sul naso e poi, mentre cercava di trattenere Marco Sanna davanti all’ingresso del negozio, una serie di ginocchiate al volto che gli hanno quasi fatto perdere i sensi. Il commesso è finito a terra con il volto sanguinante e a quel punto il ladro si è dato alla fuga. Sono stati alcuni passanti, vedendo il giovane in difficoltà, a chiamare il 118 e la polizia. Il commesso è stato caricato su un’ambulanza e trasportato al pronto soccorso, mentre gli agenti della squadra volante hanno ascoltato il racconto di diversi testimoni e iniziato la caccia all’aggressore. La descrizione dettagliata dei tratti somatici e dell’abbigliamento ha portato gli uomini della questura subito sulla pista giusta. Marco Sanna è stato rintracciato nel suo appartamento dove si era rifugiato. Accompagnato in questura ha avuto la sfortuna di incontrare i testimoni del colpo messo a segno poco prima: nessuno ha avuto dubbi e per lui sono scattate le manette. A inchiodarlo poco dopo anche il commesso cinse, accompagnato in questura dopo aver ricevuto le cure dei medici del pronto soccorso. A quel punto Marco Sanna, che poche ore prima era stato denunciato per un episodio analogo, è stato rinchiuso in una camera di sicurezza in attesa di comparire davanti al giudice per l’udienza di convalida.

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