La Nuova Sardegna

Sassari

Il sindaco Ladu: «Celebriamo il Natale con i nostri simboli»

di Barbara Mastino

Il consiglio comunale si riunirà per gli auguri in una scuola «In classe si apprendono i valori di pace e integrazione»

2 MINUTI DI LETTURA





OZIERI. Pace ed integrazione sono al centro del messaggio di auguri del sindaco ai cittadini di Ozieri per le festività natalizie. La consueta seduta del consiglio comunale per lo scambio degli auguri per le feste quest’anno si svolgerà in un istituto scolastico, la primaria Luigi Sotgia (lunedì 21 dicembre alle 10) e la scelta, se letta alla luce delle parole del sindaco, è tutt’altro che casuale. La scuola è luogo dell’educazione e della formazione, dice il sindaco, e sono proprio questi due gli strumenti che portano alla pace e all’integrazione: tanto più importanti in questo periodo nel quale tante divisioni politiche e la strumentalizzazione di certi presunti dettami religiosi stanno insanguinando il mondo. Una situazione nella quale però, come sottolinea il sindaco, non bisogna rinunciare ai propri valori fondanti ma anzi farne tesoro come valori di pace e uguaglianza.

«Quest’anno più che nel passato – scrive Leonardo Ladu – sentiamo che qualcosa è cambiato fuori e dentro di noi, per l’ondata del terrorismo, le recenti ferite degli attentati di Parigi e la tragedia di moltitudini costrette a trasmigrare da paesi angosciati da guerre e persecuzioni. Ma non possiamo per questo rinunciare a celebrare il Natale, anzi senza paura vogliamo reagire vivendolo con maggiore convinzione ed impegno, riscoprendo magari il significato più autentico. Il multiculturalismo, il rispetto del valore storico e culturale della propria e altrui identità, il dovere di soccorrere i profughi, è il significato più vero che noi vogliamo dare al nostro Natale, che dobbiamo vivere con fraternità e amicizia».

E partendo da questi presupposti, quindi, la scuola diventa il luogo simbolo dell’emancipazione dall’ignoranza, dalla inutile paura del “diverso”, e la sede «dove i ragazzi conoscono anche la storia e la cultura di tutte le religioni ed imparano a rifiutare le forme di religiosità che sfociano nel fanatismo».

«Per queste ragioni – scrive il primo cittadino – vogliamo vivere il nostro Natale senza appiattimenti, col nostro linguaggio, coi nostri simboli, il presepe in primo luogo, dando ad essi il valore universale che hanno e che non contrasta con le convinzioni di altri popoli. Siamo certi che affermando i valori della nostra cultura e della nostra tradizione non offenderemo i ragazzi anche di altre religioni e di famiglie non credenti, non vanificheremo l’autonomia scolastica che va esercitata con intelligenza, anzi crediamo che tutto questo esprima quanto di più educativo si possa concepire. Questa è per noi l’alternativa a un Natale consumistico ed egoistico, alla logica delle contrapposizioni etniche e all’indifferenza verso il dramma dei profughi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative