«Aperture selvagge e salari fermi»: sabato sciopera il commercio
In agitazione i dipendenti Auchan, Carrefour, Upim e Coin E i punti vendita Eurospin lavoreranno anche il 26 dicembre
SASSARI. Da novembre le cose non sono cambiate e allora sabato i lavoratori del commercio che fanno capo a Federdistribuzione, alle cooperative e a Confesercenti incroceranno nuovamente le braccia.
Lo sciopero era stato preannunciato già il 7 novembre, come seconda puntata della vertenza che riguarda i dipendenti della grande e della media distribuzione. È un’iniziativa a carattere nazionale, organizzata dalle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, che ha avuto ampio riscontro anche a Sassari. In città avevano aderito all’astensione della giornata lavorativa i dipendenti della Upim, Coin, Conforama, Auchan, Carrefour: in pratica la piccola e grande distribuzione, oltre alle cooperative.
Naturalmente non tutti i lavoratori sono rimasti a casa, e le attività hanno comunque supplito alla carenza di personale e sono riuscite ad aprire. L’iniziativa sindacale tuttavia ha avuto ampio riscontro. Dai dati risulta che il 60 per cento del personale assunto a tempo indeterminato abbia aderito allo sciopero. Quindi c’è stata la chiamata all’ordine di tutti i lavoratori meno tutelati e la mobilitazione del personale che riveste un ruolo di responsabilità. Sabato prossimo dovrebbe accadere la stessa identica cosa, con i punti vendita che resteranno aperti, alcuni come Carrefour addirittura sino a mezzanotte.
Intanto il disagio da parte dei dipendenti non è cambiato di una virgola. I rappresentanti sindacali continuano a denunciare il mancato rinnovo dei contratti da due anni, il ricorso ad orari sempre più flessibili da parte dei datori, l'abuso degli straordinari e la precettazione ai festivi.
«Le retribuzioni dei dipendenti sono bloccate da oltre due anni. In più le aziende, in nome di una crisi del comparto, vorrebbero ridurre ulteriormente una serie di tutele acquisendo, in aggiunta, la possibilità di allungare ancor più le mani su orari e flessibilità. E non considerano il fatto che i lavoratori devono già sottostare a esagerazioni sulla turnazione festiva, domenicale, e notturna, e al sistematico ricorso al part-time involontario». Un banco di prova di questo far leva sulla liberalizzazione degli orari, si avrà il 26 dicembre. Fortunatamente sembrerebbe che tutti i centri commerciali abbiano deciso di restare chiusi. Unica eccezione, come da qualche anno a questa parte, sono i due punti vendita di Eurospin di via delle Conce e di Predda Niedda. I dipendenti, il sabato dopo Natale, verranno richiamati al lavoro.
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