L’addio di Marras: vi lascio un’Atp sana
Dopo 10 anni lascia la presidenza dell’Azienda trasporti pubblici. Il bilancio della gestione: recuperate risorse per 23 milioni
SASSARI. L’elenco delle cose fatte è lungo. Ma, alla fine, la sintesi perfetta arriva dai numeri. E 23 milioni di risorse portate dentro l’azienda la dicono lunga sulle iniziative realizzate. Alcune tra tutte: videosorveglianza, autobus scoperto, 4 minibus, biglietto elettronico, paline di fermata intelligenti, contapasseggeri, impianto fotovoltaico.
Il saluto di Leonardo Marras. «Lascio dopo dieci anni la presidenza e lo faccio con serenità e piena soddisfazione. Sono stati anni di dure battaglie, difficili ma anche stimolanti. L’allora sindaco Gianfranco Ganau ci diede come obiettivo quello di rimettere a posto i conti. Partimmo con una perdita di tre milioni di euro e chiudiamo in utile». Il presidente dell’Azienda trasporti pubblici lascia la poltrona di presidente anche se l’impressione è che il suo legame con l’Atp non termini qui.
La ristrutturazione dell’azienda. Il resoconto di dieci anni di gestione, Leonardo Marras lo fa davanti ai suoi più stretti collaboratori, ai rappresentanti delle istituzioni, agli amici e ai familiari. «Abbiamo ristrutturato l’azienda e responsabilizzato i dirigenti. Grazie al contenimento dei costi il valore della produzione è diventato superiore al costo della produzione». Basti pensare che dal 2006 al 2015 si è registrato un più 10% del numero di passeggeri.
Il parco autobus. Marras lo considera uno dei risultati più straordinari. E ancora una volta ricorre ai numeri e ai grafici per spiegare la portata di questo traguardo raggiunto: «Quanto telefonammo a Ganau per dirgli che la Regione ci aveva dato 74 autobus in più, non voleva crederci». E insieme ai mezzi è cresciuta anche la percorrenza chilometrica annua nonostante la diminuzione del personale. «Avevamo un esubero di 50/60 autisti, con una situazione vergognosa di precariato in officina. Li abbiamo stabilizzati e gli esuberi sono andati via, non licenziati ovviamente».
Il sindaco Nicola Sanna. Dopo i saluti del presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau (ha voluto anche lui sottolineare il «percorso virtuoso» dell’azienda da considerare come «ottimo esempio di buona amministrazione»), è toccato al sindaco Nicola Sanna. Il primo cittadino di Sassari è partito dalla imponente battaglia degli ultimi mesi: «Le città sono una rete di relazioni con il territorio. Non sono solo cinte murarie urbane». E ha quindi sottolineato, a proposito di città metropolitana: «I numeri non ci saranno favorevoli ma sicuramente ci è favorevole la ragione. Noi siamo la Sardegna, non siamo Sassari o Cagliari. E allora il discorso è molto semplice: o decidiamo di non avere nemmeno una città metropolitana o è giusto che ce ne siano due».
L’applauso del pubblico ha chiuso la mattinata insieme a strette di mano e abbracci.
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