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Sassari

Sorso si candida a dare ai migranti ospitalità diffusa

di Salvatore Santoni
Sorso si candida a dare ai migranti ospitalità diffusa

Progetto per partecipare al bando del ministero dell’Interno Si punta a rendere disponibili altri 25 posti in appartamenti

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SORSO. Grazie a un nuovo centro di seconda accoglienza la città diventerà un porto sicuro per rifugiati e richiedenti asilo. È l’estrema sintesi del progetto messo in cantiere dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Morghen, che nei giorni scorsi ha dato il via libera a una ricognizione delle strutture del territorio per partecipare al bando del ministero dell’Interno che prevede il potenziamento del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). La nuova struttura metterà a disposizione ulteriori 25 posti rispetto ai 53 migranti già ospitati in altre realtà del territorio. «Molto probabili ricadute economiche positive per il territorio», annuncia il primo cittadino.

I bandi. La procedura è in due fasi distinte per altrettanti bandi. La prima riguarda l’avviso esplorativo – pubblicato ieri dal Comune di Sorso e rivolto a privati e Terzo settore – per la ricerca di un gestore del futuro centro: i termini utili per le domande scadono alle 12 del 4 gennaio 2016. Una volta individuato il soggetto gestore, l’amministrazione comunale potrà presentarsi al bando ministeriale, i cui termini scadono il 14 gennaio. «Ci è sembrata una proposta interessante – spiega il sindaco – che abbiamo valutato con attenzione. Si tratta di un sistema che darà accoglienza a 25 persone e che può essere un’opportunità anche per i cittadini di Sorso. Infatti, i finanziamenti che arriveranno potrebbero dare una mano per rimettere in sesto gli appartamenti che andranno ad ospitare i profughi».

I criteri. Le proposte che arriveranno sul tavolo dell’amministrazione verranno valutate da una commissione secondo una serie di criteri allegati al bando di gara. Verranno prediletti i progetti che prevedono l’accoglienza in appartamenti piuttosto che in un centro collettivo. L’accompagnamento all’inserimento lavorativo dei profughi prevede l’attivazione di percorsi formativi come i tirocini: più saranno le aziende coinvolte nella proposta progettuale, e più saranno i punti assegnati. Stesso discorso per la mediazione linguistico-culturale: il numero di lingue (fino a 6) conosciute dal personale è direttamente proporzionale alla premialità assegnata dal bando.

Servizi garantiti. Il manuale in dotazione agli Sprar prevede una fitta serie di obblighi cui i Comuni aderenti devono adempiere. I servizi minimi garantiti ai profughi dal futuro centro sorsense spaziano dall’accoglienza materiale alla mediazione linguistico-culturale, passando per l’orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo e sociale. In altre parole, gli ospiti dovranno svolgere tirocini e corsi professionali; essere informati sulla normativa italiana e favoriti nell’accesso all’edilizia residenziale pubblica; avere un supporto sanitario di base e specialistico.

Integrazione. Attualmente nel territorio sono ospitati 53 migranti sparsi in 3 distinte strutture. «Con questo progetto – conclude il primo cittadino - vogliamo dimostrare che Sorso è accogliente. E poi potrebbe anche diventare un’occasione di lavoro o, più in generale, un boccata d’ossigeno per il tessuto economico del nostro territorio».

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