Cargeghe: il centro di accoglienza chiude migranti in Gallura
Il capannone alla periferia del paese non aveva l’agibilità Ma i giovani ospiti protestano: molti di loro vogliono restare
CARGEGHE. Il centro di accoglienza di Cargeghe è prossimo alla chiusura. Alla base della decisione ci sarebbero problemi di tipo logistico e igienico-sanitari presenti nel capannone industriale che attualmente ospita circa 160 migranti: secondo alcune indiscrezioni verranno trasferiti a Porto Pozzo, una frazione di Santa Teresa di Gallura, dove in queste ore viene approntata una nuova sistemazione. Ma la maggior parte dei migranti già avvisati del trasferimento imminente - non vuole lasciare Cargeghe data la vicinanza con Sassari, dove molti di loro si recano spesso.
La struttura. Il centro di accoglienza di Cargeghe è stato creato in un enorme capannone industriale che un tempo ospitava uffici, sala mensa per gli operai e varie strutture (quattro o cinque aziende). I gestori - la Casa Regina Margherita di San Pietro - avevano riadattato la zona degli uffici approntando letti a castello (15 in ogni stanza) e realizzando qualche bagno in più. «Nel capannone - spiega il sindaco, Salvatore Oggiano - ci sono problemi seri igienico sanitari. L’acqua arriva probabilmente con le autobotti perché la rete non ci arriva e quella del pozzo non è potabile. La struttura non è collegata alla rete fognaria, tanto è vero che avevamo segnalato che scaricavano fuori. E poi c’è il problema dell’agibilità e altre incongruenze che stiamo segnalando alla Prefettura». Le voci sulla chiusura del centro di accoglienza hanno iniziato a circolare nei giorni scorsi, ma nessuno ha avvisato il sindaco. «Io sapevo che a dicembre sarebbe scaduta la convenzione - continua il primo cittadino - ma nessuno mi ha detto che avrebbero chiuso il centro. In ogni caso lì è un deserto, lontano dal paese: i migranti escono dal capannone e cosa fanno? Non c’è un bar, non c’è una tabaccheria, non ci sono servizi di trasporto. Per andare a Sassari si riversano sulla 131 per fare autostop, oppure sono costretti a percorrere tre chilometri a piedi per prendere il pullman dell’Arst e andare a Sassari».
Lamentele. La voce dell’imminente trasferimento è arrivata anche alle orecchie degli ospiti della struttura. E non l’hanno presa molto bene. «Ci hanno detto che ci portano in provincia di Olbia ma la maggior parte di noi - spiegano alcuni di loro - non vuole lasciare la zona di Sassari. Non ci hanno spiegato perché ma soltanto che da qua dobbiamo andare via. Molti di noi vanno in città (Sassari, ndc) e abbiamo paura che ci mettano in posto isolato».
Minori. Nel frattempo, al Comune di Cargeghe - che conta su un bilancio annuale di 1 milione di euro - si è aperto un problema con alcuni minorenni (tra i 16 e 17 anni). La scorsa settimana, il Tribunale dei minori ha recapitato al sindaco 14 decreti chiedendo di farsi carico di altrettanti ragazzini. «Per gestirli - conclude il primo cittadino - abbiamo quantificato che soltanto per il 2016 dovremo anticipare 350mila euro. Il costo per ogni minore è di circa 100 euro al giorno, di cui 45 euro a carico della Prefettura e il resto a carico della Regione. Ma i tempi di liquidazione sono lunghi e noi non abbiamo la capacità di anticipare: manderemmo il Comune in dissesto».
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