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Aperta la Porta Santa nella basilica di San Gavino

di Gavino Masia
Aperta la Porta Santa nella basilica di San Gavino

PORTO TORRES. C’erano centinaia di fedeli sabato sera nella splendida e suggestiva cornice di Atrio Comita, a seguire le celebrazioni per l’apertura della Porta Santa nella basilica di San Gavino....

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PORTO TORRES. C’erano centinaia di fedeli sabato sera nella splendida e suggestiva cornice di Atrio Comita, a seguire le celebrazioni per l’apertura della Porta Santa nella basilica di San Gavino. Complice un clima favorevole, per nulla invernale, una folla di persone proveniente da tutta la diocesi hanno atteso pazientemente l’arrivo dell’arcivescovo di Sassari padre Paolo Atzei e del corpo dei canonici, che hanno dato inizio al cerimoniale. Al rituale dell’apertura della Porta Santa è seguita la solenne messa presieduta da monsignor Atzei, il quale ha incentrato l’omelìa sul tema della Misericordia e sul significato simbolico della porta nella religione cristiana attraverso la lettura del Vangelo di Giovanni.

L’arcivescovo si è inoltre soffermato sulle drammatiche condizioni economiche che numerose famiglie di questo territorio stanno affrontando, difficoltà materiali che spesso vanno di pari passo con quelle spirituali. Ha infine auspicato un ritorno alla fede vera e sincera, con una concreta e profonda conversione interiore nella quale l’apertura della Porta santa significhi un’apertura di cuori agli altri chiedendo al Signore il perdono dei peccati. «Quella Misericordia – ha detto - che è il tema principale attorno al quale ruota tutto l’anno giubilare indetto da Papa Francesco».

La Porta scelta per il rituale, come da tradizione, è stata quella che si apre sul lato settentrionale della Basilica e dà accesso all’Atrio Comita dove sorgono le cumbessias: ingresso addobbato per l’occasione con una cornice fatta di fiori e reso raggiungibile - vista la sua altezza rispetto al marciapiede - attraverso due rampe in legno costruite per l’occasione. «Una delle particolarità della Basilica è proprio quella di avere due Porte sante – ricorda l’epigrafista e vice presidente del Centro studi, Giuseppe Piras –: la più antica è quella che si apre a meridione nei pressi dell’abside orientale, mentre quella utilizzata sabato per le aperture degli anni santi dovrebbe essere stata in origine l’uscita verso l’antico cimitero presente in Atrio Comita, ma venne trasformata già in età medievale in un’altra Porta Santa per facilitare la circolazione all’interno della chiesa della moltitudine di pellegrini che accorrevano qui per rendere omaggio ai tre Martiri in occasione delle ricorrenze in loro onore».

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