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Sassari

Cave a Ossi: concessioni secondo la legge

Cave a Ossi: concessioni secondo la legge

L’assessore all’Ambiente replica alle contestazioni di non aver coinvolto la cittadinanza sul tema

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OSSI. Dopo il parere favorevole espresso dal consiglio comunale alla istanza per il rilascio dei permessi di ricerca mineraria denominati “Nuraghe Corte Lottene” e “Calchinadas” avanzati dalla Maffei Sarda Silicati all’Assessorato regionale dell’Industria, l’assessore comunale all’Ambiente e all’Archeologia Fabio Mudadu interviene sulla contestazione che ciò possa essere avvenuto, a differenza che in passato, senza nessun dibattito pubblico e senza alcun coinvolgimento delle associazioni interessate alle tematiche ambientali. Un tema, quello delle cave, che ha visto il paese, negli anni, intervenire per chiedere alle amministrazioni di evitare un eccessivo consumo del suolo.

«Abbiamo risposto alla richiesta – afferma decisamente Mudadu fornendo spiegazioni tecniche – valutando le nostre competenze e responsabilità, nel rispetto di tutte le normative vigenti, in collaborazione con tutti gli enti preposti alla valutazione dei rischi e delle emergenze archeologiche e paesaggistiche seguendo in dettaglio la procedura». In premessa l’assessore fa la cronistoria dell’iter dell’istanza: dal 5 aprile, data di invio dalla Maffei all’assessorato regionale dell’Industria, al periodo di pubblicazione (dal 6 ottobre al 21 ottobre 2015), alla deliberazione del consiglio comunale. Nessuna opposizione è stata presentata durante il periodo di pubblicazione all’albo: è la prima considerazione.

Seconda notazione: «Il parere del responsabile dell’Ufficio tecnico di questo ente sulla compatibilità dell’attività estrattiva con la pianificazione urbanistica – afferma Fabio Mudadu – è stato senza nessun vincolo riferibile alla zona di Calchinadas, la quale ricade totalmente in zona E (Agro) del Puc; mentre considera la zona Corte e Lottene ad alta intensità archeologica e per qualunque attività di tipo estrattivo deve essere valutata preliminarmente la compatibilità con il patrimonio culturale». Ancora: in data 17 novembre la Soprintendenza Archeologica della Sardegna invia una nota con la quale «fa osservare la presenza del sito archeologico del Nuraghe Corte e Lottene per il quale è stato avviato il procedimento di interesse tutelato dalla parte seconda del D.Lgs 42/2004 w.ss.mm.ii, oltre alla presenza di una strada antica basolata per la quale sono attualmente in corso approfondimenti», prosegue l’assessore. Il 19 novembre il consiglio comunale vota: consenso al rilascio di permesso di ricerca mineraria di feldspato e caolino per “Calchinadas”; consenso alla medesima richiesta formulata per Corte e Lottene, nel rispetto però dei vincoli contenuti nella nota della Soprintendenza. «Ci rendiamo conto della delicatezza della tematica – osserva Mudadu – soprattutto in considerazione del fatto che il territorio di Ossi è stato pesantemente violentato da una cavazione spesso selvaggia senza ripristini adeguati». La decisione, spiega l’amministratore, nasce però da un’attenta analisi tecnica della procedura di ricerca, con interventi non invasivi, senza disboscamenti e rimozioni della coltre detritico-colluviale e senza l’apertura di nuove strade.

Intento dell’amministrazione, è la conclusione dell’assessore, è quello di avviare iniziative volte alla valorizzazione del territorio in termini ambientali, archeologici e turistici al fine di creare in futuro una valida alternativa alle forme di sfruttamento minerario.

Questo era il senso, afferma, della giornata dedicata alla pulizia del sito di Mesu e Montes in collaborazione con la Soprintendenza. «Valuteremo eventuali future richieste -sottolinea - con l’intento di salvaguardare il territorio e pianificare un corretto sviluppo delle attività produttive nel rispetto dei vincoli ambientali, paesaggistici e archeologici».

Pietro Simula

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