La Nuova Sardegna

Sassari

Economia in stallo: «Sciopero generale»

di Antonio Meloni
Economia in stallo: «Sciopero generale»

È emerso dal consiglio della Cisl. Il segretario Oriana Putzolu spiega: «Vogliamo risposte immediate dalla Regione»

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SASSARI. Uno sciopero generale per chiedere alla Regione risposte immediate alla situazione di stallo che grava sull’isola. Dal consiglio generale della Cisl territoriale, riunito ieri a Sassari, il segretario regionale Oriana Putzolu rilancia la vertenza Sardegna e lo fa annunciando una mobilitazione generale, preludio allo sciopero che con ogni probabilità sarà proclamato a febbraio. D’intesa con le altre sigle, i lavoratori sardi di tutti i settori produttivi incroceranno le braccia per dire no alla proposta della Regione di imporre nuove tasse e soprattutto per rivendicare energia a costi contenuti e un sistema di trasporti che accompagni la ripresa dell’economia. Il sindacato sardo aspettava risposte certe che non sono arrivate e che avrebbero dovuto sbloccare la situazione di empasse che frena lo sblocco della crisi in un’area quantomeno martoriata. «Dal presidente Pigliaru ci aspettavamo più determinazione nell’affrontare le questioni sarde - spiega Oriana Putzolu - e se è vero che negli ultimi mesi è ripreso il dialogo con le parti sociali, a questo non ha fatto riscontro una risposta adeguata alle nostre richieste». Il segretario della Cisl, a margine dei lavori, che si sono svolti nella sala conferenze dell’agriturismo Monte Fenosu, a Scala di Giocca, ha detto chiaramente che «se il governo è convinto di risolvere la vertenza Sardegna con lo stanziamento di trenta milioni di euro per la continuità territoriale, ha fatto male i calcoli». Putzolu ha ricordato, quindi, i punti della piattaforma di rivendicazioni presentata dal sindacato sardo a Cagliari e Roma, rimarcando che quella è la condizione essenziale per far ripartire il territorio. «Ci sono questioni annose che aspettano di essere risolte, fra queste - ha proseguito Oriana Putzolu - il tema dell’energia è il punto nodale della vertenza». Su questo versante, va detto che la Sardegna paga da sempre lo scotto dell’insularità, come dire un costo di almeno il doppio rispetto alla media delle altre regioni italiane. «Sulla manovra del bilancio regionale - ha detto ancora il segretario della Cisl sarda - grava il buco di 400 milioni di euro della Sanità e per rimediare a questo l’idea della Giunta è l’aumento dell’Irpef in percentuale per fasce di reddito, la Cisl ha già rispedito la bozza al mittente, la sola proposta di tassare ancora lavoratori e pensionati ci fa letteralmente inorridire». Quali siano i problemi che pesano sul sistema dei trasporti è piuttosto evidente, uno per tutti, la ferrovia: «Il recente varo del pendolino sardo - ha concluso Oriana Putzolu - ha messo in luce tutti i limiti strutturali della nostra rete ferroviaria».

Sulla stessa frequenza è il segretario della Cisl territoriale di Sassari: «Il taglio delle rotte delle compagnie low-cost, insieme a una fallimentare politica sulla continuità territoriale aerea e marittima, - ha detto Gavino Carta, senza mezzi termini - riconsegnano l’isola e i sardi a una condizione di isolamento e arretratezza aggravando ulteriormente i problemi esistenti in termini economici e di scambio culturale». Una situazione che non concede spazio a ulteriori contrattazioni, dunque, e di fronte alla quale il sindacato Cisl, d’intesa con le altre sigle, risponderà a tono con una giornata di sciopero generale che sarà fissata il prossimo mese di febbraio.

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