La Nuova Sardegna

Sassari

La classifica del viver bene: in Sardegna avanza soltanto la Gallura

Eugenia Tognotti
Una veduta dall'alto del centro di Olbia
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Una veduta dall'alto del centro di Olbia

A rovinare la festa ci sono i dati delle altre province isolane, anche se a guardare le statistiche riesce difficile trarre una qualsiasi conclusione e azzardare suggerimenti

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Anche se non si è nativi della regione storica della Gallura, si vorrebbe debitamente esultare nel leggere sul Sole 24 ore che la giovane provincia con i mesi contati, Olbia-Tempio, occupa un glorioso sesto posto nella graduatoria delle 110 province italiane in cui si vive meglio in Italia.

E non solo per un legittimo “ pride of place”, alimentato dal fatto di rappresentare una sintesi delle bellezze naturali dell'isola e una stratificazione di storia, fatta di tombe di giganti e necropoli, chiese romaniche e architetture ottocentesche. Ma anche perchè, in un quarto di secolo, a quanto possiamo ricordare, è la prima o comunque una delle poche province sarde a comparire nella parte alta della classifica, a ridosso di città blasonate come Trento e Bolzano che ruotano da tempo alla sommità della graduatoria. La quale, anno dopo anno, dà conto di scivolamenti di posizioni, in avanti o indietro, rispetto al tenore di vita, agli affari e al lavoro, a servizi/ambiente/salute, popolazione, ordine pubblico, tempo libero.

Sennonché, a guastare la festa intervengono le non eccelse posizioni delle altre province sarde. Tra quelle storiche, scivola rovinosamente nella graduatoria Sassari, ora al 67 posto (-23). Perdono posizioni Carbonia–Iglesias all'87 (-10), il Medio Campidano al 97 (-10), che si colloca nella parte bassa della classifica, dove si concentra una decina di città meridionali: ultimissima Reggio Calabria (110), la peggiore per tenore di vita, affari e lavoro, servizi, ambiente e salute. In risalita le altre tre province storiche: Cagliari (39 posto), Nuoro (43), Ogliastra (50), Oristano (59). La città barbaricina è prima per l'ordine pubblico, Cagliari ottava.

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Abbandonando la classifica generale e passando ai trentasei indicatori che danno corpo alla classifica generale, si scopre che nelle otto province il tenore di vita è quasi pari e sullo stesso piano, pressappoco, delle regioni meridionali e insulari: scarso il divario tra sardi e siciliani, calabresi e campani per quanto riguarda il patrimonio familiare, l'importo medio delle pensioni, i consumi per famiglia, la spesa per il turismo all'estero, i costi della casa al metro quadro.

Va, invece, un po' meglio al di qua del Tirreno per i servizi e l'ambiente: disponibilità asili, migrazione sanitaria, indice climatico, indice Legambiente, indice smaltimento cause civili, copertura banda larga. Quasi pari, per quest'ultima, Sassari e Olbia, così come per la disponibilità degli asili rispetto alla potenziale utenza (posti ogni 100 bimbi) e per il numero medio di anni di studio (9). Alta, nella provincia Olbia-Tempio (63), rispetto alla capitale del Capo di Sopra (44) la propensione delle coppie a separarsi.

Non si registrano forti divari nella speranza di vita media tra le varie province, compresa l'Ogliastra, l'area con la più alta concentrazione di centenari: 81 anni Olbia-Tempio, 82 Cagliari, 81 Oristano e Nuoro. In verità, dopo aver incrociato i 36 indicatori per provincia, tra cui l'Indice di sportività (272 Olbia-Tempio, 473 Sassari, 624 Cagliari), il numero degli scippi, il numero delle librerie per popolazione, quello dei ristoranti e dei bar, e via confrontando, riesce difficile trarre una qualsiasi conclusione e azzardare qualche suggerimento ai sindaci dei grandi centri urbani delle otto province.

E a dirla tutta, riesce difficile condividere l'idea che le statistiche possano fornire un'immagine di come si vive e la percezione che ne hanno le comunità insediate nelle diverse aree o quella che ne ebbero i viaggiatori che le visitarono in diverse epoche storiche.

Negli anni Trenta, Elio Vittorini, ad esempio, avrebbe dato il primo posto alla Gallura, stando a quello che ne scrive nel suo libro " Sardegna come un'infanzia': un luogo vicino al sole: " Nell'aria ce n'è l'odore... Di fuoco puro, privo di ogni acredine di combustibile. Di pietra secca, di brughiera anche. E di spoglie di serpi. Odore di Sardegna...".

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