Bruciato il rifugio di un migrante
Il giovane del Gambia viveva in una baracca: ora è giallo sulla sua scomparsa
SASSARI. Da qualche giorno nessuno ha più avuto sue notizie, dopo che un incendio, molto probabilmente doloso, ha distrutto il rifugio in cui viveva.
Si sono perse le tracce poco prima di Capodanno di un giovane del Gambia che aveva scelto come dimora un vecchio box in un fabbricato diroccato nella zona delle Conce. Tra i suoi pochi amici c’erano i volontari dell’associazione Guardian Angels. Erano loro, dopo aver scoperto il suo rifugio segreto a prendersi cura di lui. «Era sempre terrorizzato ed usciva solo di notte per andare a frugare nei cassonetti - racconta Pierpaolo Pintus il chapter leader degli “angeli della notte” sassaresi - spesso rifiutava la roba che gli portavamo ed anche il cibo restava dove lo mettevamo. Accettava volentieri solo la pizza. Abbiamo tentato in tutti i modi di aiutarlo - aggiunge - anche chiedendo una visita dell'ufficio stranieri dei Servizi Sociali che però non ha portato a niente». L’incendio i giorni scorsi ha distrutto quel poco che il giovane (un ex detenuto del carcere di Bancali) custodiva nel box diroccato. In quella zona da tempo hanno trovato riparo diversi senzatetto ma viene utilizzata anche per traffici poco leciti. Per arrivare al rifugio andato in fumo bisogna seguire un cunicolo al quale si accede da un buco nel muro di cinta della fontana che conduce al cortile delle vecchie officine che si trovano di fronte al rifornitore di via Amendola. Il giovane del Gambia, schivo e con difficoltà di comunicazione e socializzazione, viveva lì. I Guardian Angels hanno sparso la voce fra gli extracomunitari e sperano di ritrovarlo. (l.f.)
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