Pronti 20mila euro per il campo nomadi
Il Comune ha chiesto il dissequestro per poter bonificare la zona sulla quale sarebbero stati bruciati materiali inquinanti
SASSARI. A tre settimane dal blitz dei carabinieri del Noe all’interno del campo nomadi di Piandanna che aveva portato all’arresto di tredici persone, accusate di aver trasformato un’area del campo in un vero e proprio inceneritore a cielo aperto in cui veniva bruciato di tutto (compresi rifiuti tossici) il Comune ha deciso di intervenire.
In quanto proprietaria dell’area a cui , su mandato della Procura, i carabinieri hanno apposto i sigilli, alcuni giorni fa l’amministrazione comunale ha presentato al Tribunale la richiesta di dissequestro che dovrebbe consentire di iniziare i lavori di ripulitura dai rifiuti.
A disposizione ci sono circa 20mila euro che serviranno ad avviare almeno i primi interventi: ripulire la parte del campo interessata dai rifiuti bruciati, sulla quale poi effettuare le analisi del sottosuolo. «Dopo aver avviato la pulizia sarà necessario avviare le caratterizzazioni – precisa l’assessore all’Ambiente Fabio Pinna – per capire che cosa il suolo abbia assorbito. Un intervento che presupponga il riutilizzo di parte dell’area stessa». Il tribunale potrebbe decidere a brevissima scadenza visto che nel campo vivono una settantina di persone, 33 delle quali sono bambini.
«Una volta che ci daranno il via libera siamo pronti a intervenire – aggiunge Gian Marco Saba dirigente comunale dell’Ambiente – abbiamo anche già individuato la ditta che effettuerà l'intervento». Lo sgombero di materiali di scarto era stato già effettuato in altre occasione ma, nonostante tutto, nel tempo sono stati accumulati ulteriori rifiuti. Durante le indagini i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, guidati dal capitano Umberto Rivetti, avevano scoperto infatti che l’attività di smaltimento di rifiuti nel campo non conosceva sosta.
Sarà necessaria, però, anche un'azione congiunta sia di altri settori del Comune che di enti e associazioni di volontariato, perché «dobbiamo affrontare la questione in maniera collegiale – afferma ancora l’assessore Pinna – per non doverci trovare, una seconda volta, ad affrontare queste problematiche».
Dopo gli arresti del mese scorso i problemi del campo nomadi sono aumentati. Alcune associazioni, tra cui la Caritas, stanno cercando di prendersi cura almeno dei minori. «La situazione è drammatica - spiega Speranza Canu, una volontaria che da anni segue gli abitanti del campo di Piandanna - il principale problema è riuscire ad alimentarli. Ma forse sarebbe il caso anche di portarli via da Piandanna». L'amministrazione comunale fa sapere che le soluzioni da adottare saranno legate alle opportunità offerte dai fondi europei dedicati proprio a questo tema.
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