Acqua, un anno da incubo Il sindaco: «Ma ora basta»
Sanna: «Ho firmato 14 ordinanze in 12 mesi, è assolutamente inaccettabile» In programma lavori di rifacimento ed efficientamento della rete per 10 milioni
SASSARI. Riparazioni a ruota continua, una trentina a settimana, che spesso finiscono procurare più danni che benefici. Mettendo alla frusta tredici chilometri di condotte marce, con tubercoli imbottiti di manganese dall’aria sinistra che ne riducono clamorosamente la portata. E colorano l’acqua, le infiggono puzza, e spesso improbabili colori.
Il tutto condito da ordinanze di limitazione di uso dell’acqua in serie, quattordici nell’ultimo anno, che in alcuni quartieri o borgate della città finiscono per essere praticamente perenni. Con l’acqua potabile che sgorga dai rubinetti (per chi ce l’ha) che è ormai un lontano ricordo.
Questo la drammatica situazione dell’acqua in città, che il sindaco Nicola Sanna, che è anche presidente di Egas, l’ente gestore delle acque della Sardegna, ha richiamato conferenza nella conferenza di fine anno. Ribadendo il fatto di essere «pronto a sostenere la battaglia dei suoi concittadini e a interagire per questo con Abbanoa, per capire quali spazi di intervento ci siano e quali siano le soluzioni. Che devono arrivare, e anche in fretta».
«Sono alla quattordicesima ordinanza di limitazione dell’uso dell’acqua in un anno – ha spiegato il primo cittadino – e questa situazione non è più sostenibile, e lo dico anche per la responsabilità che porto a livello regionale».
«C’è una necessità di cambiare marcia – ha continuato Sanna – è indispensabile che il gestore unico dell’acqua diventi davvero più efficiente. E soprattutto che il cosiddetto progetto Sassari prenda davvero le mosse».
Un progetto importante, con Abbanoa che ha programmato per la città un piano d’investimenti per circa 10 milioni già disponibili in un settore condizionato da elevatissimi costi di sollevamento dal potabilizzatore di Truncu Reale e dal cronico deficit idrico.
In programma ci sono i lavori di rifacimento completo dell’acquedotto Monte Oro - serbatoio via Milano per quasi 7 milioni. E circa tre milioni e mezzo dedicati a lavori di efficientamento delle reti idriche urbane e degli allacci alle utenze.
«I progetti ci sono – sottolinea Nicola Sanna – ma è arrivato il momento di dargli gambe, di metterli a correre. Perché una città come Sassari non può vivere questo stato di cose come ordinaria, è una situazione che va affrontata e risolta come straordinaria. Gli interventi in città non sono più procrastinabili in alcun modo. Sono conscio e ci sono difficoltà strutturali ma strutturalmente vanno affrontate. Questo deve necessariamente essere l’anno della svolta. E l’incubo dell’acqua deve diventare per i sassaresi solo un brutto ricordo».
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