Sos di Cisl-Medici sui riposi obbligatori in corsia
SASSARI. La Cisl-Medici territoriale di Sassari prende posizione a sostegno e difesa della condizione lavorativa che vede in grosse difficoltà professionali tutto il mondo sanitario, ma in...
SASSARI. La Cisl-Medici territoriale di Sassari prende posizione a sostegno e difesa della condizione lavorativa che vede in grosse difficoltà professionali tutto il mondo sanitario, ma in particolare modo i medici ospedalieri della Aou. «Considerata la situazione di continua emergenza in cui versano i reparti del Santissima Annunziata la legge 30 ottobre 2014, n. 161, che con l’art. 14 riallinea anche per i medici e il personale sanitario la nostra giurisprudenza agli altri paesi della Ce in materia di orario di lavoro e durata dei riposi, aggrava la situazione. Nello specifico, la legge prevede come minimo 11 ore consecutive di riposo giornaliero, massimo 48 ore di lavoro settimanale, compreso lo straordinario, 24 ore di riposo settimanale e almeno 4 settimane di riposo annuale. La norma si fonda sulla possibilità di segnalazioni di abusi alla direzione territoriale del Lavoro, al sindacato, e all’Ordine dei Medici, tutti organi legittimati a procedere contro eventuali irregolarità. Nella pratica questa normativa che serve a migliorare il servizio sanitario nei confronti della popolazione si sta rivelando un “boomerang” che dai ministeri di Roma, e via via passando agli assessorati regionali, e direzioni Asl si è direttamente scaricata sui responsabili di struttura delle singole Unità operative tramite circolari anonime senza alcun supporto programmatico».
«I direttori di struttura - si legge nel comunicato della segreteria generale Cisl - sono stati lasciati completamente soli ad arginare questa ennesima “falla” creatasi nella già precaria organizzazione dei reparti ospedalieri. Soli a replicare e giustificare, come ha dovuto fare recentemente il responsabile della di Gastroenterologia dell’ospedale civile Santissima Annunziata per colpe non sue, vedi assenze per malattia e maternità di personale medico e infermieristico».
La Cisl-Medici e tutti gli altri sindacati di categoria, «prevedendo le ripercussioni negative sulla inappropriata applicazione della legge» hanno richiesto un incontro urgente con la dirigenza aziendale, «purtroppo senza nessuna esito. I disservizi acuitisi ultimamente non sono altro che la logica conseguenza della inadeguatezza di personale e mezzi con cui si vuole fare fronte alla crescente domanda di sanità. Il problema è peraltro riscontrabile anche a livello nazionale, dove le organizzazioni sindacali hanno già da tempo dichiarato lo stato di agitazione che è scaturito nello sciopero del 16 dicembre». La Cisl-Medici dichiara di essere al fianco di tutti i medici che si vedono costretti a effettuare il proprio lavoro in continua emergenza, e di associarsi alla volontà di tutti i medici nel collaborare attivamente per affrontare le criticità.
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