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Sassari

Caso Alzheimer: il gip decide a febbraio

Caso Alzheimer: il gip decide a febbraio

Ancora aperte le inchieste sull’inquinamento che hanno coinvolto dirigenti di Syndial e di E.On

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SASSARI. Restano in piedi due inchieste che continuano a far discutere. Una riguarda il caso Alzheimer. Il prossimo 3 febbraio – considerato che difetti di notifica e altre presunte irregolarità procedurali hanno fatto slittare al 2016 l’udienza preliminare – il gip deciderà le sorti giudiziarie degli imputati nell’ambito dell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Gianni Caria sulla vicenda della Psiconeuroanalisi. Il neurologo Giuseppe Dore, 45 anni di Ittiri, ideatore di una presunta miracolosa cura che a suo dire eliminerebbe le demenze senza l’utilizzo di farmaci ma solo con esercizi linguistici e vitamine era stato arrestato ad agosto di tre anni fa insieme ad altre 14 persone. Secondo le accuse, Dore e i suoi collaboratori promettevano di curare l’Alzheimer con un “protocollo terapeutico” diffuso anche su internet attraverso siti e forum creati appositamente. Per la Procura una vera e propria truffa che ha coinvolto, oltre a diversi medici, anche personaggi politici molto conosciuti e semplici cittadini.

Hanno invece scelto il rito abbreviato gli otto dirigenti Syndial accusati di disastro ambientale colposo nell’inchiesta sulla ribattezzata darsena dei veleni. Di fronte al gup Antonello Spano il pool difensivo ha scelto di ricorrere al rito abbreviato accelerando in questo modo un verdetto che dovrà essere emesso sulla base degli elementi di prova raccolti dal pubblico ministero Paolo Piras durante le indagini preliminari. La prima udienza è già fissata per il 22 gennaio quando discuteranno pm e parti civili. Il 27 toccherà alla difesa e lo stesso giorno ci sarà la lettura della sentenza. Per tutti gli imputati la medesima contestazione: «Non aver adottato le opportune cautele» e aver quindi «cagionato un disastro ambientale per lo sversamento in mare di sostanze inquinanti».

Grande scalpore, inoltre, ha fatto ad aprile la notizia dell’arresto di due dirigenti di E.On. A loro carico un’accusa pesante: per anni avrebbero omesso di segnalare che i gruppi 1 e 2 della centrale di Fiume Santo stavano contaminando il suolo, il sottosuolo e il mare del golfo dell’Asinara, provocando un grave danno ambientale. Il gip – al termine degli interrogatori di garanzia – aveva disposto la scarcerazione degli indagati. La decisione era stata poi confermata dal tribunale della libertà cui aveva presentato ricorso la Procura. (na.co.)

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