La Nuova Sardegna

Sassari

Chiesti nuovi fondi per l’accoglienza

di Gavino Masia
Chiesti nuovi fondi per l’accoglienza

Il Comune intende creare una rete di servizi per i migranti In città esistono due centri che ospitano 120 richiedenti asilo

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PORTO TORRES. Il Comune ha presentato domanda di contributo per la realizzazione di servizi finalizzati all’accoglienza nella rete Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Gli operatori del terzo settore interessati, in possesso dei requisiti essenziali per poter contrarre con la pubblica amministrazione, devono presentare la manifestazione d’interesse entro le 11 del 16 gennaio: le proposte pervenute saranno esaminate da un’apposita commissione il 20 gennaio alle 9 nella sede dei Servizi sociali, in viale delle Vigne. L’avviso pubblico firmato dal dirigente dell’area Servizi generali, Flavio Cuccureddu, prende spunto dalla delibera della giunta comunale che ha considerato il flusso straordinario di cittadini extracomunitari, famiglie e minori stranieri presenti nel contesto locale. Il Comune non dispone di risorse finanziare e neanche di immobili di proprietà da destinare all’accoglienza, per cui intende garantire la quota di cofinanziamento in caso di approvazione del progetto solo ed elusivamente con la messa a disposizione di personale, mezzi e risorse materiali. Attualmente la rete Sprar regionale conta su tre progetti attivati - Villasimius, Quartu Sant’Elena e Cagliari – dove i Comuni dovranno garantire a livello territoriale interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. In città ci sono due centri di accoglienza privati che ospitano circa centoventi migranti, e da diversi mesi sono stati avviati dei percorsi di integrazione che hanno coinvolto le scuole cittadine di ogni ordine e grado grazie all’iniziativa portata avanti dal gruppo di volontari “Refugees Welcome”. Qualche giorno fa si è svolto anche il primo evento sportivo a carattere regionale tra una squadra composta interamente da migranti africani e una formazione allievi della Turritana, al campo Occone di via Petronia, per dare un calcio metaforico all’indifferenza e favorire l’unione tra i popoli attraverso una lingua universale come quella del pallone. Considerando che il manuale in dotazione agli Sprar prevede una fitta serie di obblighi cui i Comuni aderenti devono adempiere, garantendo servizi minimi ai profughi, quanto fatto sinora dal gruppo di volontari portotorresi rappresenta un ottimo punto di partenza nell’eventualità che nasca il centro che si dovrà occupare a trecentosessanta gradi dei migranti. Con servizi che vanno dall’accoglienza materiale alla mediazione linguistico-culturale, passando per l’orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo e sociale.

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