Orrù e Tocco: «No ai diktat del governo»
OZIERI. Levata di scudi contro la chiusura dei punti nascita a Ozieri e in altre sette ospedali della Sardegna decretata nei giorni scorsi. In prima fila c’è il vice presidente della commissione...
OZIERI. Levata di scudi contro la chiusura dei punti nascita a Ozieri e in altre sette ospedali della Sardegna decretata nei giorni scorsi. In prima fila c’è il vice presidente della commissione regionale Sanità Marcello Orrù, che in una dura nota punta il dito contro l’inerzia del presidente della Regione Pigliaru e l’assessore alla Sanità Arru invitandoli a reagire all’arretramento dello Stato sui servizi essenziali con un’azione di disobbedienza civile. «Quanto sta accadendo in queste ore sui punti nascita sardi - dice Orrù, eletto con il Psd’Az nel sassarese - è un attacco senza precedenti alla sanità regionale. Occorre ribellarsi e il presidente Pigliaru insieme all’assessore Arru dovrebbero mettere in piedi azioni politiche forti e determinate, anche clamorose se necessario. Se non ora quando mettere in campo una disobbedienza civile non piegandosi alle imposizioni che giungono da un governo che ogni giorno dimostra di essere nemico della Sardegna? E’ arrivato il momento - aggiunge - di alzare la testa a rispondere a muso duro ad un governo che sta annientando i nostri territori con massacro sociale che non conosce uguali nella storia sarda». Di «assurde sforbiciate» parla poi il consigliere di Forza Italia Edoardo Tocco, che sollecita la giunta «a non sottostare ai diktat del governo». «Non si può pensare - dice Tocco - di sopprimere i punti nascita in un’isola già penalizzata dalla mancanza di collegamenti agevoli». Le recenti notizie di morti in seguito alle gravidanze, dice ancora Tocco, devono far riflettere: «siamo in forte ritardo sul decollo dell’azienda regionale per l’emergenza urgenza, vista la carenza del servizio di elisoccorso per soddisfare tutte le esigenze dell’isola». (b.m.)
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