Un museo con la storia dei Candelieri
Sarà ospitato al Palazzo della Frumentaria: la Faradda e i ceri saranno documentati con materiali informatici e interattivi
SASSARI. Immersione, nella festa e nella storia. Questo il filo conduttore del nuovo Museo dei Candelieri, bene immateriale dell’umanità Unesco, che sarà ospitato al Palazzo della Frumentaria in via della Muraglie, lo spazio a due passi dalle vecchie mura da cui, insieme all’ex mercato, dovrebbe partire la riqualificazione della parte bassa del centro storico. Una struttura di gran pregio, in questo momento completamente vuota, in cui a breve partiranno i lavori di ristrutturazione per dedicarlo interamente alla Faradda.
A illustare il progetto, durante un sopralluogo prima di Natale della commissione Cultura, presieduta da Carla Fundoni con la presenza dell’assessora alla Cultura Raffaella Sau, l’ingegniere e architetto Vanni Maciocco.
Immersione. L’allestimento sarà caratterizzato dal concetto di “immersione”. Al piano terra ci sarà un percorso con i dieci candelieri “ufficiali”, proiettati su colonne vetrate con retroproiezioni, grazie a filmati realizzati nell’ultima edizione facendo ricorso a sei telecamere. Il percorso si chiuderà con una piccola rampa che rappresenterà anche il momento dell’ingresso nella chiesa di Santa Maria.
Secondo piano. Al piano superiore su dei parallelepipedi di cristallo sarà raccontata la storia dei Candelieri, dei dieci che sfilano il 14 agosto e di un undicesimo cero che comprenderà gli altri che non partecipano. Si partirà da un bookshop, superato il quale si arriverà a uno spazio circolare allestito al centro, cuore dell’allestimento. Qui sarà riportata la documentazione storica, digitalizzata (in un secondo momento) per il pubblico, e saranno allestiti dei tavoli didattici informatizzati che consentiranno di sfogliare libri digitali e mappe interattive. Saranno sistemati pannelli, con strutture di legno molto sofisticate e che si possono facilmente muovere a mano. Verranno inoltre liberate le finestre, attualmente chiuse, che permetteranno l’accesso alla luce ma anche a spazi dedicati ai singoli candelieri per studio o consultazione.
I lavori. In programma una serie di lavori. Innanzitutto all’ingresso. Attualmente sono due, con i due piani non collegati. Il progetto sarà invece unitario e con un unico ingresso principale, da aprire nel locale dove attualmente c’è un quadro elettrico. Da qui si accederà al piano terra e, attraverso l’attuale rampa di scale, si salirà al piano superiore. I lavori più consistenti riguarderanno il piano terra. Verranno spostati i bagni, che adesso danno sulla strada: verranno posizionati dalla parte opposta dello stesso lato. Saranno inoltre inglobati nel Museo gli ambienti ancora isolati che danno su via Rosello e che sono su un dislivello di circa mezzo metro: qui sarà sistemato l’apparato mediatico dedicato al candeliere che suggellerà il percorso da piazza Castello a Santa Maria. Previsto poi l’ascensore interno, dopo il via libera della soprintendenza. L’intero progetto prevede anche la ristrutturazione del casotto daziario e della scuola di Sant’Apollinare per scopi didattici e formativi.
I fondi. Per quanto riguarda le risorse a disposizione c’è un finanziamento di circa 2 milioni proveniente dai fondi europei. Per l’avvio dei primi lavori alla Frumentaria ci sono già circa 150mila euro provenienti da un contributo della Fondazione Banco di Sardegna destinato però solo al primo piano. La progettazione è stata curata dal Dipartimento di Architettura, grazie ad una apposita convenzione che prevede l’attribuzione di una somma di denaro per giovani ricercatori. Il progetto del Museo è inserito tra le sei azioni previste dall’accordo sugli interventi territoriali integrati (Iti), siglato ad agosto scorso a Cagliari dal sindaco Nicola Sanna e dall’assessore regionale Raffaele Paci.
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