La Nuova Sardegna

Sassari

Botte al figlio ribelle: operaio arrestato

di Luca Fiori
Botte al figlio ribelle: operaio arrestato

Un senegalese di 43 anni è stato bloccato dai carabinieri dopo una violenta lite: il 17enne ha avuto sette giorni di cure

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Voleva dare una lezione al figlio ribelle, fargli capire con le maniere forti che nella vita ci sono delle regole e degli orari da rispettare. Fargli entrare in testa che a 17 anni non può starsene tutte le notti in giro e che quando è a casa deve dare una mano nelle faccende domestiche.

Scene di vita ordinaria tra un padre e un figlio adolescente che inizia ad assaporare il gusto della libertà. La ramanzina di un operaio senegalese di 43 anni al figlio minorenne si è trasformata però in una violenta discussione domenica sera in un appartamento di via Farina, a pochi passi dalla questura, e poi in una lite. Una scazzottata vera e propria che ha richiamato l’attenzione di alcuni vicini di casa. Allarmati dalle urla e dal frastuono proveniente dall'abitazione, alcuni residenti del quartiere intorno alle 23 hanno allertato i carabinieri. Al 112 i vicini della famiglia senegalese hanno riferito di aver visto attraverso una finestra il giovane che tentava di divincolarsi dal proprio genitore.

Secondo i testimoni l’uomo avrebbe inseguito il figlio con un coltello. Il ragazzo sarebbe poi riuscito ad affacciarsi per un attimo dalla finestra di casa per chiedere aiuto, ma sarebbe stato ricacciato immediatamente all'interno dell'appartamento dal genitore. Pochi istanti dopo in via Farina sono arrivati i carabinieri. I militari, guidati dal capitano Fabio Melci, hanno sfondato il portone d'ingresso e immobilizzato l'aggressore mentre infieriva ancora sul figlio. Il ragazzo, arrivato a Sassari dal Senegal meno di un anno fa, non parla bene l’italiano e in qualche modo ha provato a spiegare l’accaduto agli uomini dell’Arma. Poi è stato trasportato al pronto soccorso, dove gli sono stati assegnati sette giorni di cure per una lieve ferita a un gluteo. Procurata dal coltello da cucina, ipotizzano i carabinieri. Da uno spigolo di un armadio, si difende il genitore finito in manette con l’accusa di lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia. Dopo aver trascorso una notte in una camera di sicurezza della caserma, ieri mattina l’uomo è comparso in tribunale per la convalida del fermo. Assistito dall’avvocato Giuseppe Onorato, l’operaio ha voluto raccontare al giudice Salvatore Marinaro la sua versione dei fatti.

«Sono preoccupato per mio figlio - ha esordito l’uomo durante l’udienza - ha 17 anni, è arrivato in città un anno fa dal Senegal e avrei voluto farlo studiare, ma ancora non parla l’italiano e quindi per ora può solo seguire una scuola d’italiano per stranieri. Il problema è che tutte le notti rientra tardi - ha aggiunto l’operaio - e io non so che gente stia frequentando. Io lavoro tutti i giorni e devo andare a dormire presto, ma non riesco a prendere sonno fino a quando lui non rientra. Domenica pomeriggio gli ho preparato la cena - ha spiegato il cittadino senegalese - e poi sono uscito per incontrare degli amici mentre lui dormiva. Quando sono rientrato a casa lui non c’era e tutti i piatti della cucina erano sporchi - ha aggiunto - li ho lavati io e quando la notte è rientrato gli ho fatto notare che avrebbe potuto farlo lui». A quel punto è nata la discussione. «Mio figlio mi ha risposto male - ha ammesso l’operaio - e io gli ho dato due schiaffi ai quali lui ha risposto con un pugno. C’è stata una colluttazione - ha aggiunto l’uomo - ma non è vero che ho preso un coltello. Mio figlio si è sbattuto a un armadio e si è graffiato, non potrei mai fargli del male». Il giudice ha convalidato il fermo e ha rimesso l’uomo in libertà, impedendogli per il momento di avvicinarsi al figlio. Il processo è stato rinviato al 19 gennaio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative