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Boeddu: «Ora è chiaro di chi sono le colpe»

Boeddu: «Ora è chiaro di chi sono le colpe»

La Cgil punta il dito contro la cattiva gestione dell’azienda: «I 190 lavoratori sono solo le vittime»

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SASSARI. La radiografia societaria fatta dai consulenti del concordato preventivo spalanca nuovi scenari. «Chi pensava che la colpa dei problemi del Cedi Sigma fosse dei sindacati ed in particolare della Filt Cgil, si devono ricredere – dice il segretario regionale Arnaldo Boeddu – Alcuni, sino a poco tempo fa, continuavano a negare la crisi della piattaforma di Codrongianos, continuando a dispensare ottimismo e ad affermare che la responsabilità di quanto accaduto fosse dei lavoratori ma. Altri invece scaricavano quasi tutta la responsabilità ai sindacati.

Con l'udienza al Tribunale di Sassari, è stato fatto un passo in avanti nel segno della verità. La montagna di debiti che affligge il Cedi non è dell'ultima ora ma, viene da lontano». E prosegue: «I problemi del comparto della distribuzione, mai affrontati seriamente, sono stati ingigantiti da una politica totalmente assente che, negli anni ha consentito il continuo pullulare di supermercati, e da imprenditori che hanno pensato di farsi una concorrenza spietata solo ed esclusivamente abbattendo il costo del lavoro ed aumentando gli orari». I sindacati però credono ancora nel rilancio, considerata la posizione strategica in cui si trova la struttura di Codrongianos, e pensano che vi siano ancora dei margini di interesse da parte di altri imprenditori del settore. «Alla fine dello scorso mese di dicembre, ho incontrato i due Assessori Regionali al Lavoro ed all'Industria, ed ancor prima sono stato ricevuto dall'intera la II Commissione Regionale al Lavoro per una prima verifica sulle possibilità di ricollocare i lavoratori – dice Boeddu – Tutti e 190 (140 dei trasporti e 50 del commercio) stanno percependo la NASPI, ovvero la ex indennità di disoccupazione. Una cinquantina, da oltre tre mesi, presidiano giornalmente, a turno e 24 ore su 24, la piattaforma in maniera che questa non venga saccheggiata e che mantenga integre tutte le caratteristiche per poter essere riavviata al lavoro nel giro di un paio di giorni. Sino ad oggi, il presidio dei lavoratori della logistica della piattaforma di Codrongianos è servito non solo per tenere alta l'attenzione sulla vertenza e sui problemi che affliggono il comparto della distribuzione ma, per ribadire ancora una volta che il lavoro non è una merce e non si può svendere al primo che passa».

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