Inaugurato ieri il nuovo reparto di neuropsichiatria
Il servizio era stato trasferito a luglio del 2015 dal Policlinico La struttura intitolata al fondatore Camillo Mastropaolo
SASSARI. Ottocentocinquanta metri quadrati per dare speranza e cure a tanti bambini e adolescenti che soffrono di patologie complesse come l’epilessia, di malattie rare, sempre più studiate, oppure semplicemente di disturbi dell’apprendimento. È il reparto di neuropsichiatria infantile che, sebbene attivo già da luglio, è stato inaugurato ieri mattina alla presenza di tutto il personale e di diversi testimoni del mondo scientifico e della politica. Molti di loro hanno, nell’occasione, ricordato la figura di Camillo Mastropaolo, fondatore dell’istituto a cui il reparto è stato intitolato.
L’inaugurazione. Dopo la commemorazione in una sala dell’istituto di Malattie infettive, il trasferimento nel reparto che si trova al secondo piano della stecca bianca l’edificio che ospita quasi tutte le cliniche universitarie del’Azienda ospedaliero universitaria in viale San Pietro. È stato così possibile vedere le cinque camere di degenza (tre per i bambini al di sotto dei 12 anni e due per i ragazzi dai 12 ai 18 anni), il soggiorno, e una stanza in cui è ospitata la scuola che ha attive in reparto una sezione della scuola primaria e una della scuola media. Ma il direttore Stefano Sotgiu che dirige la clinica da 4 anni, ha mostrato con orgoglio anche l’area ambulatoriale composta da otto ambulatori di cui due studi di neurofisiologia per consentire la corretta esecuzione di esami quali elettroencefalogramma ed elettroneurografia. Completano l’offerta l’accettazione, la direzione, la sala medici, la sala infermieri e la stanza del medico di guardia.
Le vicissitudini. Quella di ieri è stata senz’altro una giornata straordinaria considerate le vicissitudini che questo servizio ha dovuto attraversare. Il trasferimento nella stecca bianca infatti è recentissimo: risale a luglio dell’anno scorso dopo otto di permanenza in locali del tutto inadeguati all’interno del Policlinico Sassarese. Sono stati otto anni di disagi e proteste per le condizioni precarie in cui versava la struttura: dagli spazi angusti alla continua mancanza dell’acqua calda, per fare alcuni esempi. E sembrava una situazione immutabile nonostante la mobilitazione dei genitori dei bambini fino a luglio scorso quando il commissario straordinario dell’Aou Giuseppe Pintor ha firmato per l’immediato trasferimento del servizio nei locali attigui al reparto di Oculistica in viale San Pietro.
Standard di qualità. Il direttore ieri ha sottolineato che la nuova struttura è accreditata, risponde ai requisiti di qualità e sicurezza previsti dalla normativa ed è collocata in una realtà ospedaliera con tutte le specialità e i servizi di supporto fondamentali per la sua corretta attività. «Il trasferimento - hanno sottolineato i vertici aziendali presenti all’inaugurazione - ha inoltre consentito un notevole abbattimento dei costi grazie alla cancellazione delle spese di locazione e delle spese di trasporto dei pazienti e di materiale».
I problemi. Anche se i problemi non mancano: gli arredi nuovi non sono disponibili nonostante sia già stata espletata la gara d’appalto e il personale, soprattutto dopo l’applicazione della normativa europea, fa fatica a coprire i turni di guardia mentre manca all’appello un secondo tecnico per l’utilizzo ottimale delle macchine per gli esami strumentali.
Nuova sede. Il “viaggio” del reparto comunque non è ancora finito. Neuropsichiatria troverà la propria sede definitiva nel nuovo padiglione Materno Infantile che verrà realizzato a monte di viale San Pietro. All’inaugurazione di ieri erano presenti il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau («dobbiamo puntare sulle grandi trasformazioni come questa per consentire alla sanità sarda di rimettersi al passo lasciandosi alle spalle gli spaventosi deficit di bilancio che ancora incombono»), il sindaco Nicola Sanna («auguro il meglio a un servizio importantissimo per tutto il Nord Sardegna e per l’isola») e il delegato alla Sanità del rettore Alberto Porcu («questo non deve essere considerato un traguardo ma l’ultima tappa prima della definitiva collocazione nel moderno ospedale materno infantile»).
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