Anziana uccisa in casa, nipote resta in cella
Il gip ha convalidato il fermo di Tore Usai. Conferme dall’autopsia: la donna colpita più volte al capo
SASSARI. Il giudice delle indagini preliminari Elisa Marras ha convalidato il fermo di Tore Usai, 36 anni, accusato dell’omicidio della zia, Bonaria Sanna, di 80. L’uomo - assistito dal suo legale, l’avvocato Maurizio Serra - è stato sentito ieri mattina nel carcere di Bancali e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip ha comunque valutato più che sufficienti le prove raccolte a suo carico dagli investigatori della squadra mobile guidati dal dirigente Bibiana Pala con il coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Porcheddu (l’inchiesta è stata seguita direttamente anche dal procuratore capo reggente Paolo Piras). Resta in carcere, dunque, il nipote della vittima.
Ieri mattina, intanto, all’Istituto di Patologia Forense è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Bonaria Sanna. La perizia è stata effettuata dal medico legale Salvatore Lorenzoni che ha fornito le risposte necessarie ai quesiti posti dal pubblico ministero.
Solo conferme alle ipotesi investigative: la donna è stata uccisa almeno 12 ore prima del momento in cui Tore Usai ha dato l’allarme e ha fatto scattare i soccorsi facendo credere - almeno inizialmente - di essere appena rientrato a casa (poco prima delle 14) e di avere trovato la zia a terra dopo una caduta accidentale.
Sulle lesioni, concentrate sul capo, il medico legale - anche se non sono trapelate notizie ufficiali - avrebbe rilevato un trauma cranico, con fratture nella zona sinistra (interessato anche lo zigomo) della testa. Diversi i colpi sferrati con violenza (sicuramente più di uno, quindi, come era emerso già nella prima fase delle indagini della polizia).
L’altra valutazione riguarda l’arma del delitto: il vasetto di cristallo con delle foglie in rilievo, sarebbe stato ritenuto compatibile con le lesioni accertate sulla testa della donna uccisa. L’attività degli investigatori della Mobile sarà supportata anche dai risultati dei rilievi eseguiti dagli specialisti della Scientifica di Sassari e dei colleghi del Gabinetto regionale di Cagliari. Elementi che dovrebbero servire a rafforzare quanto appurato finora e confermato dalla confessione di Tore Usai.
L’uomo avrebbe colpito più volte alla testa l’anziana zia (con la quale conviveva da circa cinque mesi) al culmine dell’ennesimo litigio per la richiesta di soldi. Nella sua confessione negli uffici della questura, Usai aveva detto di avere perso la testa e di non volere uccidere la donna. Degrado e disagio, purtroppo, all’origine della tragedia. (g.b.)
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