Piano regolatore del porto Mura: «Bloccati da anni»
Il consigliere comunale Pd presenta l’ennesima interrogazione in Comune «Per adottarlo manca la Vas, che inspiegabilmente non viene approvata»
PORTO TORRES. Per valorizzare appieno lo scalo marittimo turritano manca ancora la Valutazione ambientale strategica delle linee guida del Piano regolatore portuale.
Il porto civico è in possesso di un Piano regolatore portuale redatto nel 1996 e definitivamente approvato il 15 marzo del 2000: le previsioni contenute in quel Piano sono state attuate solo in parte, come conseguenza sia delle difficoltà incontrate durante la realizzazione degli interventi sia della ormai evidente inadeguatezza di alcuni concetti non più rispondenti alle caratteristiche delle attuali navi. Per il porto industriale esiste invece un Prp redatto nel 1986, approvato dal Consiglio superiore dei Lavori Pubblici ma mai firmato dall’allora ministro dello stesso dicastero e quindi formalmente non in vigore.
Uno dei primi atti dell’Autorità portuale, dopo l’insediamento, fu quello di prevedere l’elaborazione di un nuovo e aggiornato Piano regolatore portuale, che secondo il codice dell’ambiente deve essere sottoposto alla procedura di Vas ai sensi di quanto prescritto dall’articolo 13 del decreto legislativo, così come confermato dalla direzione generale del ministero dell’Ambiente ad un quesito che aveva posto l’Authority di Cagliari.
Il grave e per certi versi incomprensibile ritardo nell’approvazione di questo importante strumento urbanistico è oggetto della seconda interrogazione da parte del consigliere Pd Luciano Mura, in quanto la risposta alla precedente presentata cinque mesi fa (4 settembre 2015) secondo il proponente «non ha avuto una corrispondenza con la realtà».
Mura infatti interroga il sindaco per conoscere i motivi che fino ad ora abbiano impedito all'Autorità portuale del Nord Sardegna il deposito, presso l'assessorato regionale all'Ambiente, del Piano con il fine dell’avvio del procedimento di Vas: «Chiedo se siano stati compiuti i passi e gli interventi necessari, da parte di questa amministrazione comunale, per la rimozione delle eventuali cause che stanno impedendo l'adozione di uno strumento così importante per lo sviluppo ed il potenziamento dello scalo marittimo».
Il consigliere chiede anche se l'ipotesi avanzata dal Consorzio industriale provinciale di Sassari per la realizzazione nel pontile “Asi” di un terminale per carico e scarico di Gnl (Gas naturale liquefatto) - primo intervento per la costruzione modulare di un impianto per lo stoccaggio del gas -, sia stata considerata coerente con quanto descritto nelle linee guida del Piano regolatore portuale. «E’ importante sapere se siano stati ipotizzati degli interventi di riprogrammazione del piano – aggiunge Mura -, sia nell'ambito civico che in quello industriale, di cui il consiglio comunale non sia stato portato a conoscenza: non ultimo, inoltre, quale risultato abbia ottenuto la lettera inviata, nell'agosto 2015, al ministro dei Trasporti e al presidente della Commissione Tran del Parlamento Europeo, in cui il sindaco richiedeva l'inserimento di Porto Torres come core port nella rete centrale Ten-t». Ritardi e burocrazia sono diventati nemici di un porto, ritenuto da tutti il volano per l’economia del territorio, che stenta a decollare: opere pubbliche rimaste incompiute come il mercato ittico, alcune interrotte per chissà quali problemi (terminal crociere) e altre che attendono da lungo tempo l’eventuale inizio lavori (Antemurale di protezione).
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