Villa Pozzo e Asinara: beffa da 10 milioni
La Regione ha finanziato solo 2 dei 18 progetti del Nord. Sanna: «Criteri sbagliati». L’assessorato: «Regole chiare»
SASSARI. Solo due progetti finanziati dei 18 presentati, tra cui il gioiellino mignon da 280mila euro di Villanova Monteleone. E alcune bocciature davvero pesanti. Come quella toccata al centro velico da realizzare a Trabuccato sull’Asinara, progetto messo sul tavolo già nel 2008, ironia della sorte, dalla stessa Regione. Al piano di restauro di villa Pozzo, gioiello liberty dei primi del ’900, calato sul piatto con plauso bipartisan dal Comune di Sassari. O alla “banda” algherese: ben cinque progetti nei primi 22, ma soldi solo per l’ex Cotonificio «per garantire distribuzione territoriale delle risorse».
La graduatoria. Si lecca le ferite, come purtroppo spesso accade, il Nord dell’Isola. Con i sindaci che scorrono increduli la graduatoria del bando per la riqualificazione e la riconversione di beni appartenenti al patrimonio disponibile della Regione, con annesso finanziamento per dare gambe al progetto proposto. Quaranta milioni in campo, (presi dal maxi mutuo da 700 milioni contratto dalla Regione) e richieste per 150, con 21 progetti finanziati, solo 2 nel nord.
I criteri. Davvero troppo poco, con il sindaco di Sassari che chiede un arduo “ripescaggio” (per salvare Sassari e Porto Torres servirebbero altri 20 milioni, 10 solo da dedicare a loro 2) e si interroga sui criteri scelti: «Ci risulta – spiega Nicola Sanna - che le proposte presentate dalle Unioni di Comuni o da associazione tra Comuni abbiano ottenuto un punteggio maggiore di 10 puntia prescindere dalla qualità progettuale. Così come avrebbero ricevuto un punteggio maggiore quelle proposte che prevedevano un numero maggiore di beni appartenenti alla Regione che si proponeva di rifunzionalizzare».
La Regione. «I criteri per l'attribuzione dei punteggi, inseriti nell'Avviso, recepiscono le indicazioni fornite dalla Conferenza permanente Regione-Enti locali – replicano dall’assessorato regionale agli Enti Locali –. Dal confronto, e in linea con una scelta strategica che la Giunta sta confermando in vari ambiti, è infatti emersa l'esigenza di privilegiare proposte di rete, filiera o integrate. L’avviso è stato, quindi, uno stimolo ulteriore per favorire l’associazionismo tra Comuni e la presentazione di proposte da parte delle Unioni di Comuni. In ogni caso, delle 21 proposte destinatarie del finanziamento, 15 provengono da Comuni in forma singola, per oltre 23 milioni».
Villa Pozzo. Risposta che lascia comunque l’amaro in bocca al primo cittadino di Sassari. «Il progetto su Villa Pozzo è ammissibile ma non finanziato per l’esiguità delle risorse messe a disposizione dalla Regione – spiega – Sassari ha acquisito 42 punti e sono risultati finanziati i progetti che hanno conseguito un punteggio da 46 in su. Sinceramente avevamo fatto affidamento sul fatto che il progetto su Villa Pozzo, per la sua importanza riconosciuta anche dall’opinione pubblica, potesse ricevere la giusta attenzione. Auspichiamo adesso che la Regione disponga urgentemente lo stanziamento di almeno ulteriori 20 milioni, risorse necessarie affinché vi sia un "ripescaggio" per i comuni capoluogo, oltre Sassari, Nuoro, Oristano e Cagliari che oggettivamente non avevano alcuna possibilità di presentare proposte in associazione tra loro, data la disomogeneità dei beni».
Porta chiusa. Ipotesi che la Regione rimanda al mittente: «Al momento non sono previste risorse aggiuntive – spiegano gli uffici dell’assesorato – da destinare al finanziamento delle ulteriori proposte, ma eventuali economie potranno essere destinate a tal fine, con scorrimento della graduatoria». Lasciando però aperta un’altra via: «Non è da escludere la possibilità di concentrare ulteriori risorse, eventualmente comunitarie, per finanziare le proposte presentate, che, in ogni caso, i Comuni potranno riproporre all’interno della programmazione integrate territoriale. I Comuni, anche in associazioni tra loro, o le Unioni che non sono risultati ammessi a finanziamento causa insufficienza delle risorse potranno, comunque, presentare alla Regione richieste di concessione del bene individuato ed eventualmente rifunzionalizzarlo con proprie risorse».
I soldi. Soldi che chiaramente nessuno degli esclusi si può permettere di spendere. Con le amministrazioni che, in temi di spending review furiosa si guarderanno bene anche dal prendersi in carico la onerosa gestione dei beni regionali. Che forse, presentando progetti meno faraonici (Villanova Monteleone insegna) e un po’ più smart sarebbero potuti davvero diventare risorse strategiche, per tutti.
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