Sicurezza alimentare, guerra ai prodotti falsi
Convegno di Coldiretti sul business della contraffazione che tocca anche l’Isola Nella stessa giornata la premiazione del concorso dei migliori olii del Sassarese
SASSARI. Olio protagonista, come diversamente non potrebbe essere. Il Sassarese infatti, storica terra di produzione di eccellenza, continua a macinare numeri da record intensificando la produzione, e annunciando un’annata dal gusto eccezionale. E, proprio per difendere questo, e in generale tutta la produzione agroalimentare, il 29 gennaio la federazione provinciale delle Coldiretti darà vita a un convegno sulla sicurezza e sulla contraffazione alimentare. L'incontro, organizzato in collaborazione con l'Amministrazione comunale e la Camera di Commercio di Sassari, si svolgerà in Promocamera a partire dalle 10.
Al dibattito interverranno: il vice presidente dell'osservatorio nazionale sulle agro-mafie Andrea Baldanza; il professore dell'università di Perugia e ordinario di scienze e tecnologie alimentari, Maurizio Servili; il presidente nazionale Unaprol, Davide Granieri; l'oleologo dell'Agris, Giandomenico Scanu. Il convegno sarà moderato dal giornalista Pasquale Porcu.
«La contraffazione, la falsificazione e l'imitazione del Made in Italy alimentare nel mondo ha superato il fatturato di 60 miliardi di euro - afferma il presidente della Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu. Quasi due prodotti "italiani" su tre in vendita sul mercato internazionale non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva nazionale e il falso Made in Italy colpisce indistintamente tutti i settori: dai salumi alle conserve, dal vino all'olio extravergine. A queste realtà se ne deve aggiunge una ancora più insidiosa, quella dell'italian sounding. Anche in questo caso - Cualbu - numerose aziende italiane importano le materie prime dai paesi più svariati per poi trasformarle ed etichettarle come Made in Italy attraverso un meccanismo di dumping che danneggia e incrina il mercato nazionale».
Una sorte che inevitabilmente tocca anche il nostro olio. «Bisogna guardare bene il prezzo – sottolinea Pasquale Porcu – che non può essere di 3 euro al litro per un extravergine. Ma di 7-10 euro. E l’etichetta, che deve riportare da chi l’olio è prodotto e dove è imbottigliato. Il mercato è pieno di oli spagnoli, leader incontrastati. Niente di illegale, ma i consumatori devono sapere cosa comprano. E cosa perdono, se non scelgono la grande qualità dei nostri prodotti».
Proprio per questo sempre il 29 la Coldiretti renderà noti i nomi dei vincitori del primo concorso "Città di Sassari" dedicato ai migliori olio extra vergine d'oliva prodotti nel Nord Sardegna. La selezione ha visto la partecipazione di un centinaio tra aziende private, frantoi, oleifici e produzioni familiari. I campioni sono stati esaminati da una giuria di esperti iscritti nell'elenco regionale dei tecnici ed esperti di olio d'oliva vergine ed extra vergine. «L'idea di fare un concorso oleario destinato sia alle aziende sia ai privati - afferma il sindaco di Sassari, Nicola Sanna - premia la passione dei tanti sassaresi che ogni anno si impegnano nella coltivazione, nella raccolta e nella produzione dell'olio. Una tradizione che coinvolge tutta l'area vasta che si estende dalle periferie cittadine fino all'agro».
Nel 2014 in Sardegna sono stati prodotti 53mila quintali di olio e le stime per il 2015 parlano di un rialzo fino a 60mila quintali. Questa cifra, tuttavia, non è sufficiente per soddisfare il fabbisogno regionale che si attesta sui 200mila quintali di olio l'anno.
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