E.On, dissequestrati i gruppi uno e due
La Procura toglie i sigilli e potrebbero essere avviate le bonifiche. A Palazzo Ducale la commissione di Fiume Santo
SASSARI. Ora non ci sono più alibi e la partita a Fiume Santo si giocherà a carte scoperte. Infatti la Procura ha dissequestrato i gruppi uno e due, e quindi c’è il via libera agli interventi di bonifica. Ora resta da capire, quale sarà la reale volontà di rispettare gli impegni assunti con il territorio. Se n’è parlato anche martedì mattina a Palazzo Ducale, durante l’audizione dei commissari per la sicurezza della centrale E.On, in commissione Ambiente. Alla riunione sono intervenuti Gianpaolo Mameli e Giannina Chessa, che hanno comunicato l’importante novità. E ha partecipato anche l’assessore comunale all’Ambiente Fabio Pinna. «I rappresentanti di EPH dovranno dire chiaramente se intendono rispettare gli impegni assunti a suo tempo da Endesa e confermati da E.On riguardo agli investimenti per la realizzazione del quinto gruppo nella centrale di Fiumesanto – ha detto il presidente della Commissione Ambiente Valeria Fadda – Li chiameremo in audizione per conoscere direttamente dalle loro parole quali siano i loro programmi e i loro progetti, ma soprattutto vogliamo avere chiarezza sugli interventi di bonifica». Invece, come era prevedibile, resta ancora sotto sequestra l’area dei serbatoi dove si era verificato lo sversamento di idrocarburi. In ogni modo le informazioni in mano alla commissione E.On sono molto rassicuranti. Infatti sulla base dei dati che riportano le risultanze dei prelievi e dei carotaggi effettuati nel sottosuolo non risultano fenomeni di inquinamento così evidenti. Certamente lo scenario evidenziato dalle analisi dell’Arpas è molto diverso da quello delineato dagli elementi in mano alla Procura e dalle conversazioni intercettate tra i dirigenti E.On, che parlavano di inferno e disastri. «Le reali conseguenze sull’ambiente sono quelle prodotte dalla centrale a Carbone – ha detto Gianpaolo Mameli – non parliamo di effetti tangibili e immediati, ma sappiamo tutti come l’eccessiva produzione di Co2 vada ad alimentare l’effetto serra. Dovremo andare nella direzione esattamente opposta».
La Commisisone ha poi illustrato i dati che riguardano i livelli di inquinamento urbano: mentre in tutta Italia c’è l’allarme polveri sottili e smog, Sassari va in netta controtendenza e si conferma come una città a basse emissioni e salubre. Infatti a fronte di una soglia media consentita all’anno di 40mg/m3, le centraline di rilevamento in via Amendola hanno registrato valori che si fermano a 17,4. E anche in altre strade piuttosto trafficate come via Budapest e via De Carolis, i livelli registrati sono ripsettivamente di 19,2 e 18,5. Anche gli sforamenti giornalieri dei valori di guardia sono totalmente irrilevanti. Stesso discorso per le percentuali di anidride solforosa e biossido di azoto. La qualità dell’aria in città quindi è ottima.
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