La Nuova Sardegna

Sassari

Blocchi e tensioni ai cancelli, le mogli a fianco degli operai

di Gavino Masia

Prosegue al Petrolchimico la drammatica protesta dei lavoratori della Simind, da mesi senza salario Oggi nella sede di Confindustria un incontro fra sindacati, Versalis e Syndial per sbloccare la vertenza

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PORTO TORRES. Prosegue la lotta dei 90 lavoratori della Simind che da mesi non percepiscono lo stipendio. Ieri ancora blocco e tensioni ai cancelli del Petrolchimico dove sono arrivate anche le mogli e le compagne degli operai per urlare a tutti quanto sia drammatica la situazione delle famiglie senza reddito.

Oggi, intanto è in programma una tappa importante per decidere presente e futuro dei 90 lavoratori: alle 10 si incontreranno organizzazioni sindacali e direzioni di Versalis e Sindyal - nella sede sassarese di Confindustria - per trovare una posizione univoca che dia garanzie certe a padri di famiglia che per tutto il 2015 si sono alzati prestissimo per andare all’interno della fabbrica sperando che i denari arrivassero da un momento all’altro. La posizione per i sindacati è solo una: si aspettano che a parità di manutenzione e produzione non ci sia una riduzione di personale, ricordando che le manutenzioni sono stabilite con criteri ben precisi e rigidi e che indicano tempi e numero di persone necessarie. Non si capisce come si possa arrivare a una riduzione degli organici delle manutenzioni, senza che ciò non significhi una diminuzione anche della sicurezza. «Andremo a ribadire le stesse posizioni del primo incontro – sottolinea il segretario della Fiom-Cgil Gavino Doppiu –, concluso con un nulla di fatto, dove le priorità riguardano il pagamento di tutti gli emolumenti, fin qui maturati, ai 90 lavoratori Simind e soprattutto il rispetto delle condizioni contrattuali sia per i dipendenti a tempo determinato (14 mesi, durata dell’appalto) che per quelli che operano a tempo determinato nel cantiere».

Ieri mattina gli operai si sono trovati ai cancelli delle due portinerie dell’ex petrolchimico – mare e centrale – e hanno proseguito la protesta. La manifestazione ha assuntyo toni drammatici per le testimonianze delle donne (mogli e compagne): evidente che la disperazione rischia di oltrepassare i livelli di guardia e non sono ammessi ulteriori tentennamenti da chi ha il potere di decidere. Il blocco degli operai continuerà anche oggi, in attesa che arrivino buone notizie dal vertice sassarese, nella consapevolezza che i tre mesi di stipendio e la tredicesima sono stati lavorati con impegno e dedizione nell’attesa della buona sorpresa natalizia che poi non è mai arrivata.

«Siamo giorni che presidiamo i cancelli dell’industria – ha detto un operaio – e nessuno ci ha dato una risposta concreta in merito ai soldi: Abbiamo intenzione di chiedere un acconto perché siamo letteralmente alla fame, disperati e con la scadenza del mutuo della casa da pagare». Un ritornello amaro che denuncia la verità di chi si è stancato di essere preso in giro dalle aziende di turno che si succedono negli appalti per le manutenzioni, e alle quali Versalis dovrebbe imporre come primo impegno quello di retribuire i lavoratori. Anche il consiglio comunale ha parlato della vicenda dei 90 lavoratori durante la seduta di ieri sera, con un segnalazione del consigliere Alessandro Carta (Ap) che ha denunciato la «situazione grave dal punto di vista familiare di operai che non ricevono lo stipendio da mesi». Il consigliere Davide Tellini, invece, ha aggiunto il fatto che è «necessaria la presenza dei vertici dell’amministrazione comunale, soprattutto il sindaco, durante la manifestazione degli operai in difesa del posto di lavoro». Il primo cittadino ha ricordato di essersi interessato alla vicenda Simind la scorsa estate, venendo a conoscenza che allo stato attuale la situazione non è cambiata: «Ci sono state delle ipotesi di soluzione affinchè gli operai ricevessero i pagamenti dovuti, che però si è rivelata impraticabile in quanto il Comune non poteva fare da garante nel passaggio di denaro».

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