La mappa della rete idrica si traccia con le perdite

I tecnici di Abbanoa di notte individuano le falle e poi censiscono le condotte Nei giorni scorsi sostituite al Latte Dolce porzioni di tubature del tutto marce

SASSARI. Che le reti cittadine fossero formato colabrodo per Abbanoa era già una certezza: basti pensare che metà dell’acqua si perde durante il cammino e non arriva a destinazione. Ma anche la campagna di ricerca perdita avviata dal gestore idrico sta confermando che la situazione delle condotte è disastrosa.

Basta dare un’occhiata alle condizioni di una porzione di tubo estratta dal sottosuolo di via Nobile durante uno degli interventi eseguiti un paio di giorni fa al Latte Dolce. Le incrostazioni interne erano talmente spesse da ridurre del 70 per cento la portata. Se a questo si aggiunge anche una perdita sotterranea e abbondante, è chiaro il motivo per cui, gli abitanti della zona, vedevano uscire dai rubinetti un filino di bava.

Purtroppo secondo le stime fatte dai tecnici di Abbanoa ci sarebbero almeno 15 chilometri di reti completamente marce che andrebbero rimosse e sostituite. I costi, tra rompere l’asfalto, ripristinare il manto stradale e risistemare gli allacci, si aggira intorno ai 2000 euro a metro. Quindi l’investimento complessivo per efficientare le reti sarebbe esorbitante, si parla infatti di 30 milioni di euro. Abbanoa al momento ne può mettere in campo 10, e con queste risorse sta portando avanti la campagna di ricerca perdite.

Da oggi sino a venerdì verranno passate al setaccio le condotte di Santa Maria di Pisa; dal primo febbraio al 10 sarà la volta del quartiere di Latte Dolce. Tecnicamente funziona così: la mattina, dalle 8,30 a mezzogiorno, i tecnici individuano il posizionamento delle reti. Dopodiché si procede con l’ispezione dei pozzetti fognari e la verifica degli allacci.

Infine gli operai sono impegnati anche dalle 5 alle 8 del mattino, tre volte alla settimana (il lunedì, mercoledì e venerdì) in condizioni di assoluto silenzio. Eseguono il rilevamento strumentale di tutte le condotte distributrici principali con l'utilizzo della campana acustica, una sorta di orecchio elettronico che capta e "registra" il rumore dell'acqua e quindi consente di individuare eventuali fuoriuscite. Le ultime riparazioni eseguite in via Montello, in via Nurra, in via Bellini, o ancora in piazza Mercato, all’angolo con viale San Francesco, sono state fatte anche grazie a questa tecnologia. A ogni intervento eseguito nella rete (una trentina alla settimana) viene associata anche l’archiviazione della documentazione dei lavori compiuti. In questo modo verrà migliorata notevolmente la lacunosa mappatura delle infrastrutture sotterranee.

In verità una mappa esiste, ed era stata tracciata dal comune di Sassari. Ma evidentemente non è così precisa e dettagliata, se molto spesso le squadre che svolgono la manutenzione devono operare a naso, senza alcuna certezza degli attraversamenti sotterranei delle condotte. Altro problema è stato il passaggio di consegne dalla vecchia gestione Siinos ad Abbanoa.

In questa fase Abbanoa non ha acquisito le mappe e questa preziosa risorsa documentale si è persa. E quando la vecchia generazione dei tecnici è andata in pensione, anche la loro memoria storica delle reti sassaresi si è volatilizzata.

Intanto il gestore idrico, in attesa dei finanziamenti e dei grandi appalti porterà avanti quella serie di interventi tampone in grado di dare ristoro a oltre 500 allacci e svariate migliaia di persone, oltre che di risolvere storiche perdite che spesso rendono pericolosa la circolazione stradale.

Si tratta sostanzialmente della sostituzione di vecchie porzioni di tubo, in accaio o polietilene, sostituiti utilizzando materiali in ghisa sferoidale, che garantisce la migliore qualità e permette di ripristinare la portata originaria di condotte completamente ostruite da incrostazioni e interessate da diverse perdite.

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