La Nuova Sardegna

Sassari

Un acconto di 1300 euro per i 94 lavoratori Simind

di Gavino Masia ; di Gavino Masia
Un acconto di 1300 euro per i 94 lavoratori Simind

La soluzione in un verbale di incontro dopo un confronto di 7 ore in Confindustria Chieste garanzie per l’occupazione di tutti gli operai. Oggi assemblea ai cancelli

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PORTO TORRES. Sette ore di discussione ieri nella sede di Confindustria per trovare una soluzione economica a favore dei 94 lavoratori Simind che in questi mesi hanno garantito le manutenzioni industriali pur non percependo diversi mesi di stipendio. E alla fine è stato sottoscritto un verbale di incontro che prevede l’erogazione di un importo netto di 1300 euro a ciascun lavoratore, salvo conguaglio di quanto dovuto che verrà definito nel percorso già avviato dai legali.

All’incontro erano presenti tutte le organizzazioni sindacali (Filctem e Fiom-Cgil, Fsm-Cisl, Uiltec e Uilm-Uil) e le direzioni di Versalis e Syndial, protese a trovare un accordo per i lavoratori. Una situazione andata avanti per troppo tempo, considerando i problemi economici delle famiglie, prima di far decidere agli operai di fermarsi davanti ai cancelli dell’ex Petrolchimico per bloccare l’ingresso a tutte le altre maestranze.

Le committenti provano ora a lanciare un segnale di distensione con l’erogazione di un acconto: le quietanze liberatorie che permetteranno l’erogazione degli importi verranno sottoscritte il 4 febbraio nella sede di Confindustria. «Nel frattempo – si legge nel verbale sottoscritto a fine riunione –, le parti si impegnano ad attivare un tavolo congiunto con l’azienda subentrante nell’appalto Simind (quindi la Icom), alla presenza anche delle committenti, da definirsi nel più breve tempo possibile per accelerare l’ingresso dei lavoratori nella nuova azienda».

L’efficacia dell’accordo siglato da sindacati uniti e aziende Eni – alla presenza del direttore Confindustria Giangiacomo Masia – è legata ovviamente al ripristino delle normali condizioni di attività e accesso allo stabilimento. Ora la parola passa però agli operai che da tre giorni stanno bloccando le due portinerie di ingresso alla zona industriale, la cui priorità rimane il pagamento di tutti gli emolumenti fin qui maturati e il rispetto delle condizioni contrattuali per i dipendenti. In questi giorni ai cancelli si sono presentate anche le mogli dei lavoratori (qualcuno con figli piccoli), per mettere a nudo situazioni familiari difficili che si sono accumulate dopo il mancato pagamento degli stipendi e della tredicesima. La soluzione scaturita ieri dagli attori presenti in Confindustria, dopo tante ore di colloquio, conferma la difficoltà di una realtà industriale e del progetto chimica verde finito nell’incertezza.

Stamane i lavoratori si riuniranno davanti ai cancelli per valutare quanto emerso ieri a Sassari e decidere eventuali azioni.

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