La Nuova Sardegna

Sassari

Lavoro senza barriere e l’impresa diventa etica

di Daria Pinna

Convegno sull’integrazione lavorativa e sociale organizzato dall’Artistico Figari Tra gli ospiti Marco Bartoletti, imprenditore che assume «senza avere paura»

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. “Lavoro senza barriere: arte e impresa etica come risposta all’integrazione lavorativa e sociale”. Questo il titolo del convegno organizzato dal liceo artistico Figari in programma domani alle 15.30 nell’aula magna dell’università. Tra gli ospiti Marco Bartoletti, imprenditore toscano e consulente del governo per le attività produttive, nonchè presidente e proprietario di un gruppo di otto aziende che fa capo alla BB Holding, società operante nel settore dell’alta moda dal 2000. «Non mi piace mettere in risalto chi io assuma, perché per me è normale non avere barriere, ma storie ce ne sono tantissime – spiega Bartoletti –. L’ultima è quella di una ragazza venuta a dirmi, nel giorno del colloquio di selezione, che poco prima le avevano diagnosticato un grave male. Piangendo mi ha rivelato di essersi presentata giusto per educazione e ringraziandomi mi ha salutato affermando che capiva come nelle sue condizioni il posto di lavoro non poteva certo averlo. Le ho intimato di risedersi, le ho detto di fare ciò che doveva e dopo di tornare qui, perché qui c’è un posto per lei».

Bartoletti, ed è questo il nodo della questione, riserva una corsia preferenziale, nelle nuove assunzioni, ai malati di patoloige gravi, ai disabili psichici e agli ex tossicodipendenti oltre a riservare una parte del bilancio al finanziamento delle ricerche scientifiche sulla sindrome di Duchenne, una rara forma di distrofia muscolare.

L’idea di una conferenza che metta assieme l’impresa, le associazioni e l’arte come risorsa per la riabilitazione di molti soggetti svantaggiati, nasce dalla convinzione che la disabilità sia una risorsa, una ricchezza che dà valore aggiunto al rapporto tra il cosiddetto normodotato e il diversamente abile, se ne avvantaggiano creatività nel trovare soluzioni e percorsi alternativi, passione nella forte determinazione e motivazione che spinge i soggetti svantaggiati nell’affrontare tali esperienze. «Riteniamo che l’uso dei materiali artistici si fondi sul presupposto che il processo creativo messo in atto nel fare arte produca benessere, salute e migliori la qualità della vita-dice Kety Gerano, referente della conferenza e insegnante presso il liceo artistico sassarese –. Attraverso l’espressione artistica è possibile incrementare la consapevolezza di sé, fronteggiare situazioni di difficoltà e stress, esperienze traumatiche, migliorare le abilità cognitive e godere del piacere che la creatività artistica, porta con sé». Parteciperanno alla conferenza, Claudia Firinu, assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Francesca Arcadu, presidente della Uildm, Paola Pintus docente all’Accademia Belle arti e Salvatore Sanna, direttore del Cesp.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative