Cure palliative, storie di vita nel libro di Salvatore Salis
OZIERI. Si parlerà di storie di vita raccontate da pazienti, parenti e operatori dei servizi di cure palliative in una conferenza-presentazione in programma domani dalle 17 nella sala conferenze...
OZIERI. Si parlerà di storie di vita raccontate da pazienti, parenti e operatori dei servizi di cure palliative in una conferenza-presentazione in programma domani dalle 17 nella sala conferenze della fondazione La Speranza, nell’ex asilo infantile dietro la fontana Grixoni. A ispirare il dibattito saranno le pagine del libro “Storie di vita dall’Hospice. Volaos che sunu sos puzones” (Ethos edizioci), raccolta di esperienze curata da Salvatore Salis, coordinatore del tavolo tecnico regionale per le cure palliative, che interverrà nel dibattito moderato dal direttore del servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Asl di Olbia Antonio Saba. Sarà un dibattito interessante, poiché come racconta lo stesso autore «l’idea di questo libro nasce dalla scoperta dello straordinario bagaglio di emozioni che il libro dei pensieri nel salotto buono dell’Hospice ha prodotto. Pazienti e parenti, oltre che operatori, hanno potuto così dare voce a un linguaggio dell’anima che si sviluppa attorno a una malattia che non ha più possibilità di cura. Ma proprio quando tutto appare non avere più significato, nel momento in cui sembra non ci sia più spazio per altri sentimenti se non per quello della pietà, avviene il miracolo, sia riaccende la speranza e riprendono vigore tutti quei piccoli grandi gesti che danno un pieno significato a quanto resta da vivere. “Che la morte ci trovi vivi”, frase nota a chi si occupa di cure palliative, diventa in questo caso un imperativo categorico e un obiettivo da perseguire con tenacia». Ecco quindi che il sottotitolo del volume, “Volaos sunu che sos puzones” (gli uccelli sono volati via, non c’è più niente da fare), diventa simbolo della nostalgia ma anche della volontà di affrontare la morte con coraggio. (b.m.)
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