La Nuova Sardegna

Sassari

Cani dell’area industriale, scatta l’allarme

Protesta delle associazioni per il mancato coinvolgimento nella gestione dell’emergenza in atto

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PORTO TORRES. La condizione in cui versano cani adulti e cuccioli nella zona industriale è diventata ormai intollerabile. Oltre a coinvolgere gravemente il benessere animale, infatti, sta assumendo i caratteri di un'emergenza socio sanitaria non più secondaria ad altri problemi. A denunciare il fatto sono sia il presidente Lega nazionale per la difesa del cane Sebastiano Candidda sia il Comitato per la lotta al randagismo.

Si tratta di una criticità atavica secondo le associazioni, aggravata dal caos gestionale e occupazionale, da sempre segnalata e documentata ma sistematicamente ignorata dalle gestioni del sito e dalle istituzioni locali. «Avevo anche scritto una lettera all’assessore all’Ambiente Cristina Biancu per esprimere il mio disappunto riguardo il mancato coinvolgimento delle associazioni di tutela animale esistenti in città su questa vicenda – assicura Candidda -, e sentito il parere del servizio veterinario dell’Asl di Sassari apprendo che purtroppo l'incontro ha sortito l'attivazione di un programma di sterilizzazione delle sole femmine presenti nel sito della mensa: sembrerebbe che nessuno si sia preoccupato della primaria necessità di dare soccorso ai cuccioli e cuccioloni presenti nel sito, attivando l'immediato prelievo e ricovero presso un canile, sia per tutelare la loro vita (privi di cure da parte dell'uomo, alimentati con avanzi umani inadeguati, privi di vaccinazione, competizione alimentare con i soggetti più adulti) sia per questioni igienico-sanitarie riguardanti l'attività della mensa, i cui lavoratori sono costretti a passare e operare fra quantità considerevoli di escrementi». Anche per il Comitato per la lotta al randagismo non è più accettabile che si viva nell'indifferenza totale di fronte ad una situazione di queste proporzioni, come se fosse un problema non visibile o una criticità esterna che non riguarda chi gestisce il sito.

«Facciamo appello proprio all'amministrazione comunale informandola che non è affatto marginale al problema: la paurosa emergenza contribuisce a destabilizzare gli equilibri presenti in città, visto che non sono pochi i casi di cani (spesso in branchi) che escono dal sito per cercare cibo la notte, per poi rientrarci di giorno. Per non parlare di altri individui che vengono respinti dal branco stesso o vengono portati fuori in qualche modo per salvaguardarli». Nella riunione richiesta dal Servizio igiene degli alimenti dell’Asl, e organizzata dal Comune, il veterinario Antonello Rassu aveva chiesto il coinvolgimento di tutti gli attori in campo: «Gli stessi – dice Rassu in una mail indirizzata a Candidda – devono essere individuati dal Comune competente: comunque il risultato principale è che si inizierà con le sterilizzazioni e reimmissione in ambiente. Questo Servizio, come sempre, farà la sua parte, anche se, trattandosi di proprietà privata, siamo al limite delle competenze». (g.m.)

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