Razzia nelle auto al Sacro Cuore
Decine di episodi negli ultimi giorni: gli abitanti chiedono più controlli
SASSARI. Decine di auto danneggiate e saccheggiate negli ultimi giorni. Una vera e propria razzia che non lascia dormire sogni tranquilli agli abitanti della zona del Sacro Cuore. La tecnica è sempre la stessa: deflettore sfondato, su la serratura e via alla ripulizia completa di tutto quello che si trova dentro l’abitacolo, dagli occhiali da sole fino alle vecchie autoradio. Quando l’auto finisce nel mirino dei malviventi è inutile sperare di ritrovare dentro qualcosa che abbia un minino di valore.
Le denunce a polizia e carabinieri dei giorni scorsi non hanno cambiato la situazione e gli abitanti, esasperati, invocano più controlli. «Qui non si vede mai una pattuglia - si lamenta Mario Dessantis titolare di un bar nella zona - polizia e carabinieri da queste parti si vedono solo di giorno o il sabato sera quando sono a caccia di patenti di chi magari esce dal ristorante e ha bevuto un bicchiere di vino in più».
Secondo gli abitanti la mano che nelle ultime settimane ha fatto razzia nelle auto in sosta potrebbe essere sempre la stessa.
«Sono convinto che si tratti di qualcuno che risiede da queste parti - spiega Matteo Pilotto che vive in via Tintoretto - e che dopo i furti si rifugia comodamente a casa. Nell’auto di mio fratello Luca - aggiunge - è stata danneggiato un vetro anteriore e poi, una volta aperta la portiera, sono stati portati via occhiali e altri oggetti per un valore di circa 400 euro. Il problema è che queste strade intorno alla chiesa del Sacro Cuore - conclude Pilotto - sono buie e un malintenzionato può fare quello che vuole». La sera da queste parti si vede un po’ di movimento fino a quando è aperta la chiesa, poi scatta il coprifuoco.
«Anche io ho subìto un danno, questa zona sta diventando pericolosa» spiega Vittorio Mura che vive in Buonarroti, mentre mostra il rattoppo provvisorio con cui ha sistemato la sua Mercedes posteggiata proprio sotto casa. «Fortunatamente non aveva lasciato niente dentro la macchina - aggiunge Mura - ma ora dovrò ricomprare il vetro. Qui la notte non siamo tranquilli, chiediamo che le forze dell’ordine ogni tanto passino a dare un’occhiata perché ci sentiamo abbandonati».
I raid sono stati messi a segno diverse notti di seguito. Per spaccare i vetri è probabile che i malviventi abbiano utilizzato dei martelletti simili a quelli che si trovano sugli autobus o le candele dei motorini. In entrambi i casi il vetro delle auto di frantuma senza far rumore e chi deve compiere il furto ha tutto il tempo di agire senza essere disturbato. (l.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
