Gli alpini sassaresi ricordano Nikolajewka
SASSARI. Per gli alpini è un appuntamento irrinunciabile per rendere omaggio a decine di migliaia di italiani morti sul fronte russo durante la seconda guerra mondiale, ma anche per ricordare una...
SASSARI. Per gli alpini è un appuntamento irrinunciabile per rendere omaggio a decine di migliaia di italiani morti sul fronte russo durante la seconda guerra mondiale, ma anche per ricordare una pagina tragica e gloriosa della storia degli alpini. Domenica prossima, 14 febbraio, il Gruppo Alpini di Sassari commemora i caduti della battaglia di Nikolajewka che nel gennaio del 1943 vide impegnati gli uomini del corpo d’armata composto dalle divisioni alpine Cunense, Tridentina e Julia. Alle ore 11,30 si celebrerà la messa nella chiesa del Cristo Redentore, nel quartiere di Carbonazzi. Il Gruppo Alpini di Sassari ha invitato tutte le associazioni d’arma, in forma ufficiale, a presenziare alla cerimonia con le rispettive insegne. Alla messa parteciperà il coro “Amici del Canto sardo” che eseguirà alcune melodie.
La battaglia di Nikolajewka fu una delle pagine più eroiche e allo stesso tempo più tragiche della storia degli alpini.La prova più dura mai affrontata dalla Divisione «Tridentina» guidata dal generale Luigi Reverberi, decimata dal fuoco nemico e dagli assideramenti, sostenuta dalla forza della disperazione e dalla volontà di tornare in Italia.
Dopo un lungo assedio, quando la situazione sembrava definitivamente compromessa, e agli alpini era rimasto un solo carro armato, il 26 gennaio gli alpini sopravvissuti riescono a rompere le linee sovietiche. Riuscirono così salvarsi circa ventimila italiani (duemila dei quali feriti e cinquemila congelati) e ben quindicimila soldati mila tra ungheresi e tedeschi che si erano uniti alla divisione italiana durante la ritirata dal fronte russo.
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