La Nuova Sardegna

Sassari

Marchio nazionale, un’etichetta unica volàno della ripresa

di Antonio Meloni
Marchio nazionale, un’etichetta unica volàno della ripresa

Partecipato convegno sulla salvaguardia del Made in Italy Ara (Conflavoro): «Partiamo da lì per crescere insieme»

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SASSARI. Che la ripresa economica passi per la tutela del made in Italy non è solo un’opinione. Lo sostengono, dati alla mano, anche gli esperti di Conflavoro che ieri, alla Camera di commercio, hanno fatto il punto sul progetto di tutela della tipicità italiana, denominato Marchio unico nazionale.

Nella sala conferenze dell’istituto di via Roma si è riunita l’intera segreteria nazionale della Confederazione che rappresenta la piccola e media impresa e conta oltre quarantamila aziende ffiliate sul territorio nazionale di cui mille solo in Sardegna. A tracciare le coordinate della mattinata ha pensato il vicepresidente nazionale, Mario Ara, che in apertura ha analizzato le potenziali ricadute sull’economia regionale dell’adesione al protocollo mirato alla valorizzazione della produzione tipica italiana.

«Va detto subito – ha spiegato a margine dell’incontro – che quando parliamo di tipicità italiana non ci riferiamo solo all’agroalimentare, ma a una molteplicità di beni e servizi caratterizzati dal fatto di essere prodotti e realizzati in Italia da manodopera italiana». Il nodo centrale del ragionamento proposto dai relatori, che si sono alternati al microfono, è legato non solo al valore intrinseco del made in Italy, ma anche alle opportunità offerte alle aziende di posizionarsi meglio sui mercati internazionali contrastando, al contempo, l’agguerrita concorrenza delle aziende straniere.

Al riguardo, Ara ha rimarcato anche il fatto che la Conflavoro ha da poco stipulato protocolli d’intesa con camere di commercio di paesi europei per rispondere alla continua domanda di prodotto italiano: «C’è molta richiesta di made in Italy – ha proseguito infatti il numero due di Conflavoro – per questo abbiamo pensato di promuovere un progetto di sviluppo nazionale che avesse come obiettivo la tutela del valore dei nostri prodotti e servizi».

Secondo una stima fatta da Conflavoro, l’adozione del marchio unico sarebbe in grado, nel breve periodo, di generare una serie di ricadute positive sull’intero sistema economico nazionale, a maggior ragione su una realtà come quella sarda che sulla tipicità ha sempre puntato per valorizzare la produzione. «Una volta entrato a regime - ha proseguito Mario Ara – il sistema è in grado di garantire una riduzione delle importazioni pari al 25 per cento contro un aumento delle esportazioni che supererebbe il 40, tutto questo in cinque anni».

Una vera ripresa economica, dunque, che si tradurrebbe anche nella creazione di 800 mila nuovi posti di lavoro. Fra gli accordi siglati da Conflavoro per promuovere il Mun (Marchio unico nazionale), la stipula di una convenzione con il Monte Paschi di Siena per l’istituzione di un plafond di 100 milioni di euro destinato alle aziende che vorranno aderire al Marchio. All’incontro, che si è concluso a fine mattinata, hanno preso parte, fra gli altri, il presidente nazionale di Conflavoro, Roberto Capobianco, Antonio Rossi, responsabile del Marchio unico nazionale e il consigliere regionale Luigi Lotto, presidente della commissione attività produttive della Regione. Per saperne di più: info@marchiouniconazionale.it – Numero verde 800 91 19 58.

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