Conservatorio in piazza «Non spazzateci via»
Prima giornata di protesta e di proposta contro la riorganizzazione nazionale Il timore è che il governo tagli le strutture decentrate come quella cittadina
SASSARI. La riforma infinita rischia di concludersi con una beffa per il Conservatorio musicale di Sassari. A 17 anni dalla legge che avviava la riorganizzazione, mai conclusa, del sistema nazionale dell’Alta formazione artistica e musicale, l’istituto sassarese non conosce ancora cosa gli riserverà il futuro, e all’orizzonte vede solo grigio: un deprecabile declassamento con la perdita del biennio di formazione accademica, e la possibilità di un accorpamento forzato con il Conservatorio di Cagliari.
Paure e dubbi che si sono manifestati ieri nel corso di un’assemblea docenti-studenti, convocata in contemporanea in tutti i Conservatori d’Italia per far sentire al Governo la voce del mondo dell’alta formazione musicale del nostro Paese. I 54 Conservatori di Musica statali e i 19 non statali la hanno chiamata “Giornata di protesta e di proposta”, una mobilitazione generale decisa dall’assemblea congiunta dalle Conferenze nazionali dei presidenti, dei direttori e dei presidenti delle Consulte degli studenti per chiedere il riconoscimento del valore sociale e culturale della formazione musicale. Le lamentele sono molteplici, ma partono tutte dalla mancata attuazione di una riforma partorita con una legge del 1999 e in eterna fase di realizzazione. Tutto questo per mettere ordine nel sistema, rispettare i diritti dei tanti docenti e lavoratori che tengono in vita l’attività dei Conservatori musicali, e garantire il diritto allo studio a tutti, in ogni parte d’Italia.
Voci insistenti fanno intuire che questo Governo voglia imprimere un’accelerazione alla riforma lumaca, imponendo una riorganizzazione che lascerebbe cadaveri e feriti lungo la strada. Il disegno sarebbe quello di individuare poche strutture d’eccellenza in Italia, che avranno l’onore, e l’esclusiva di gestire i bienni specialistici, sottraendoli a tutti gli altri Conservatori e Accademie sul territorio. Sassari perderebbe così una fetta consistente della sua offerta formativa. E ancora, la riforma si chiuderebbe dopo più di tre lustri con una drastica riduzione del numero di istituti. E anche in questo caso Sassari e la Sardegna tremano. Al Conservatorio sassarese potrebbero non essere sufficienti numeri che certificano un corpo docente di 90 elementi per 560 studenti iscritti ai corsi pre accademici e accademici. Tutte queste problematiche sono state illustrate dal direttore del Conservatorio, Antonio Ligios, e dai rappresentanti della Consulta studentesca. La protesta andrà avanti anche nei prossimi giorni: se ne riparlerà mercoledì 17 febbraio in occasione del Concerto inaugurale della stagione, in sala Sassu, e sabato 20 febbraio, con una maratona musicale degli studenti che andrà avanti dalle 11 alle 17 e 30.
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