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ABBANDONATA A CALA REALE

La stufa dei prigionieri, un cimelio da salvare

La stufa dei prigionieri, un cimelio da salvare

PORTO TORRES. Molti turisti in questi anni ci sono passati davanti, durante la visita al Parco nazionale, chiedendosi che cosa fosse quella specie di mezzo calesse, una sorta di botte con l’esterno...

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PORTO TORRES. Molti turisti in questi anni ci sono passati davanti, durante la visita al Parco nazionale, chiedendosi che cosa fosse quella specie di mezzo calesse, una sorta di botte con l’esterno in legno sorretta da due grosse ruote e poggiata su alcuni blocchetti di cemento. Forse solo pochi sanno che quel cimelio storico esposto alle intemperie, nella zona di Cala Reale, è una stufa che si avvia a compiere il secolo di vita ed è stata utilizzata - al tempo della presenza sull’isola dei prigionieri austro-ungarici - per sterilizzare indumenti, biancheria, coperte, tende e anche materassi. Una “lavatrice” che ha lavorato a pieno regime quando all’Asinara - dal dicembre 1915 all’aprile 1916 - i deportati consegnati dai serbi agli alleati italiani hanno raggiunto quota 24mila.

La stufa a legna Giannoli arriva all’Asinara alla fine del mese di gennaio del 1916, e la conferma si trova nella relazione del generale Ferrari, allora responsabile del contingente italiano stanziato nell’isola, che con la sua relazione del campo di prigionieri colerosi ha fornito una ricostruzione storica importante degli eventi.

La stufa a legna Giannolli torna all’attenzione in questi giorni per iniziativa di Carlo Hendel che in passato ha lavorato alla direzione dell’azienda Agro-zootecnica della casa di reclusione Asinara e che è tra i fondatori della pagina Facebook «Malati di mal d’Asinara». Nei giorni scorsi ha inviato una nota all’Ente Parco per chiedere che la “vecchina” venga salvata.

«Ho scritto una nota che si intitola “Il fiore all’occhiello” – afferma Hendel – per chiedere un intervento urgente per il recupero del cimelio storico. É un impegno che esiste ormai dal settembre 2015, ma la stufa continua ad essere abbandonata all’aperto, esposta alle intemperie. Serve almeno un riparo provvisorio: io, provocatoriamente, mi sono offerto di poter acquistare almeno un telo idoneo per coprire un bene di inestimabile valore storico». (g.b.)

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