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Sassari

Alla Sartiglia di oristano

Una osilese nei panni di Eleonora d’Arborea

Una osilese nei panni di Eleonora d’Arborea

OSILO. Una osilese alla Sartiglia a interpretare il ruolo di Eleonora D’arborea. E’ la prima volta che succede, ed Elisa Puliga, la giovane ventenne cui è toccato tanto onore, si porta ancora dentro...

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OSILO. Una osilese alla Sartiglia a interpretare il ruolo di Eleonora D’arborea. E’ la prima volta che succede, ed Elisa Puliga, la giovane ventenne cui è toccato tanto onore, si porta ancora dentro il ricordo di giornate indimenticabili, di uno di quegli eventi che poi, nel tempo, si raccontano ai figli e ai nipoti. «Entrare nei panni di Eleonora alla Sartiglia – racconta Elisa – e per due giorni esprimerne l’autorità e il prestigio è qualcosa di unico, un privilegio ed un onore inimmaginabili. Per due lunghe giornate – aggiunge la giovane osilese – senti su di te tutti gli obblighi e la responsabilità di un rituale scandito da azioni e tempi che devono essere perfetti, perché solamente così possono restituire tutto il significato storico di fatti che per Oristano e per gli oristanesi rappresentano l’essenza stessa della loro identità». Per questi motivi non ci si improvvisa “Eleonora”. «Si compie un lungo percorso di formazione – conferma Elisa Puliga – che richiede impegno, passione, fatica. Era dal mese di settembre – aggiunge la ragazza di Osilo – che viaggiavo tutte le settimane a Oristano, e nell’ultimo periodo mi sono dovuta stabilire là, perché c’era da imparare la postura, il portamento regale, l’affiatamento col cavallo, il modo di stare in sella, i testi che la Giudicessa declama». E infine arriva il gran giorno, la domenica della Sartiglia dei contadini, con la prima uscita del corteo storico. L’investitura di Eleonora avviene nella piazza ad essa dedicata, in parallelo con la vestizione del “Componidori”, che avviene in un’altra parte della città. Dopo uno scambio in sardo con il cavaliere che le mette a disposizione le sue truppe, e l’esortazione al popolo per la liberazione della Sardegna, il corteo di Eleonora si dirige verso quello di su Componidori, con cui si fonde per la prima sfilata in via Duomo. Eleonora è in testa, e saluta la folla. Poi iniziano le discese alla stella, e il corteo di Elenora si ritira, in attesa dell’ultimo atto di questa parte della giostra, “sa remada”, la discesa sfrenata di su Componidori supino sul cavallo. A quel punto il corteo si ricompone, sempre con Eleonora in testa, per raggiungere la via Mazzini, dove si corrono le pariglie. E lì, dopo la nuova sfilata fra due ali di folla, finisce il compito del corteo storico. Lo stesso rituale si ripete, immutabile nel tempo, il martedì grasso, per la Sartiglia dei falegnami. L’unica differenza riguarda gli interpreti dei ruoli: mentre quello de su Componidori cambia, quello di Eleonora rimane lo stesso, per cui Elisa ha interpretato la Giudicessa sia la domenica che il martedì. «Il mio vantaggio – conclude Elisa – è che ho una madrina di Nurachi e che da sempre vado alla Sartiglia. Abbiamo da tempo fatto la domanda, e quest’anno finalmente, la Pro loco ha scelto la mia».

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