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Sassari

Inquilini morosi, dimenticato il bando

di Salvatore Santoni
Inquilini morosi, dimenticato il bando

Sorso, famiglie sfrattate: il Comune non ha partecipato all’opportunità regionale. Il Pd chiede le dimissioni dell’assessore

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SORSO. Bufera sui mancati contributi a favore degli inquilini morosi incolpevoli che vivono nel Comune di Sorso. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Morghen, non ha partecipato al bando regionale rinunciando ai contributi destinati ai cittadini in difficoltà con il pagamento degli affitti. Nel frattempo sono spuntati fuori tre casi di persone che hanno ricevuto lo sfratto e non possono più accedere al paracadute della Regione. E l’opposizione ora chiede la testa dell’assessore alle Politiche sociali.

La vicenda. C’è uno strumento finanziario che la Regione mette a disposizione per i cosiddetti inquilini morosi incolpevoli, cioè chi non riesce a pagare l’affitto perché ha perso di colpo il lavoro, o per altre situazione di disagio che ultimamente piovono spesso sopra le famiglie. Quei contributi a Sorso sono arrivati nel 2014 e hanno permesso di salvare qualche famiglia. Sul 2015, invece, la Regione non concederà niente per aiutare gli inquilini morosi incolpevoli. «Perchè?», ha chiesto il vice caogruppo Pd, Michele Roggio, che ha sollevato il caso pubblicamente. La giunta comunale, guidata da Giuseppe Morghen, non ha partecipato al bando regionale (scaduto il 31 gennaio). Il motivo lo ha spiegato – davanti al consiglio comunale il 5 febbraio – l’assessore alle politiche sociali, Angelo Agostino Spanu. «Non c’erano casi utili per partecipare al bando», ha detto davanti ai colleghi. Discorso che ha convinto la minoranza soltanto in parte.

Tre sfratti. A smentire l’amministrazione sono arrivati tre sfratti che significano tre famiglie che rischiano di finire in mezzo alla strada. «Per il 2015 c’erano almeno tre cittadini interessati – spiega, carte alla mno, il consigliere Michele Roggio –. Si tratta di soggetti già utenti dei servizi sociali, e dunque conosciuti nel settore, destinatari di atti di intimazione di sfratto per morosità, con convalida di citazione: esattamente come richiesto dal bando della Regione, e quindi pienamente legittimati a beneficiare del contributo». In sostanza, si parla di tre famiglie che ora non potranno più accedere al bando regionale e la cui unica carta da giocare è pregare che non vengano messi in mezzo alla strada. «Già solo questo – continua il consigliere – è sufficiente per porre in luce le contraddizioni e le inattendibili rassicurazioni somministrateci dell’assessore in tono sarcastico, secondo cui in assenza dei requisiti le restrizioni imposte dal bando regionale non avrebbero in nessun modo acconsentito l’adesione. Credo che difendere gli errori commessi sia atto gravissimo e irresponsabile».

Dimissioni. Il consigliere dem non lo dice apertamente ma tra le righe affonda la lama: «Credo che sia il caso per l’assessore di valutare l’eventualità di fare un passo indietro. Oppure che sia il primo cittadino a valutare se sia opportuno ritirare direttamente le deleghe», dice Roggio. Che tradotto dal politichese all’italiano significa un paio di cose: che l’assessore Spanu se ne vada o che venga cacciato. Sì, perché il problema per la minoranza è anche di principio, cioè aver riportato in aula dati fasulli. «Così facendo – conclude Roggio – non è stato leso soltanto il ruolo del singolo consigliere o dell’intero Consiglio, ma sono stati prioritariamente danneggiati gli interessi dei soggetti in difficoltà, pienamente titolati a godere del contributo. La dimostrazione tangibile di come questa amministrazione ha ridotto l’istituzione comunale a un livello di indecenza inaccettabile».

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