Ladu: «Perché Secit chiude Coldianu?»
Il sindaco ha chiesto all’assessorato regionale all’Ambiente notizie sul futuro dell’impianto di trattamento dei rifiuti
OZIERI. «Servono notizie certe sul “reindirizzamento” del flusso dei rifiuti da Coldianu ad altri impianti richiesto dalla Secit all’assessorato regionale all’Ambiente». È la richiesta del sindaco di Ozieri Leonardo Ladu, che dopo aver appreso la notizia esprime preoccupazione allo stesso assessorato all’Ambiente e a quello alla Programmazione. La Secit, società di caratura nazionale che anche in Sardegna si occupa della gestione di diversi impianti di smaltimento dei rifiuti (a Ozieri il sistema integrato di Coldianu), pare avere l’intenzione di smantellare l’impianto di Chilivani.
Per quale motivo?, si domanda il sindaco di Ozieri, che chiede un incontro con la Regione e, soprattutto, di avere audizione al tavolo tecnico che si occuperà della pianificazione del nuovo piano regionale dei rifiuti. Ozieri, come si sa, è una importante parte in causa, perché ospita grandi impianti che, oltrettutto, sottolinea Ladu, non sono mai stati compensati da congrue contropartite. Ozieri risparmia sul conferimento, rispetto ad altri Comuni, perché ospita nel suo territorio l’impianto, ma non risparmia abbastanza: anzi, qualora Secit decidesse di chiudere si rischierebbe di mandare in fumo anni e anni di politiche di risparmio e di corretta raccolta e gestione dei rifiuti, oltre che di vedere volatilizzarsi tutto il denaro che la Secit deve al Consorzio industriale di Chilivani.
Quest’ultima vicenda non riguarda direttamente il Comune ed è oggetto di una controversia legale tra società ed ente, ma l’amministrazione non può non tenerne conto dal momento che essa ha ripercussioni sulla gestione del servizio e sui lavoratori occupati. «Il nostro territorio – dice il sindaco Ladu – è già di per se grandemente in difficoltà per il progressivo impoverimento del sistema dei servizi e delle strutture, tale scelta ne aggraverebbe la situazione. Chiediamo perciò che la richiesta (di rendirizzamento, ndr) non sia minimamente presa in considerazione. Non vogliamo pensare – insinua il primo cittadino – che la affrettata richiesta della Secit nasconda da interessi aziendali che si prefiggono di utilizzare in alternativa a Coldianu impianti gestiti dalla stessa società presso altri siti». Il riferimento diretto è alla citata controversi legale tra Secit e Zir di Chilivani, con la prima che lamenta il mancato pagamento per le attività svolte e il Consorzio che al contrario rivendica nei confronti della Secit, per inadempienze contrattuali, richieste di entità finanziaria superiore a quelle avanzate dalla società.
“La Secit quindi vuole lasciare Chilivani “alla chetichella” per sbrogliarsi da una situazione debitoria alla quale non può fare fronte?”, è in sostanza l’ipotesi avanzata dal sindaco e dalla giunta comunale di Ozieri. Anche se, va detto, è da parecchio tempo che la società per azioni “minaccia” di levare le tende da Coldianu, «annunciando periodicamente – dice Ladu – l’interruzione delle attività, talvolta la volontà di non poterla proseguire regolarmente, comunicando ai dipendenti anche l’interruzione dei rapporti di lavoro».
Una situazione che il primo cittadino definisce «insostenibile» e che ha quindi bisogno di essere chiarita subito, prima che sia troppo tardi per il territorio e per il lavoratori del settore.
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