Nuovo appalto triennale per gli asili nido comunali
Lo annuncia il sindaco dopo la bocciatura da parte del Tar del bando precedente Nicola Sanna: «Cercheremo di aumentare, per quanto possibile, l’importo»
SASSARI. «Allo studio dei nostri uffici c’è già da tempo il nuovo appalto per la gestione degli asili nido comunali. Il precedente bando, predisposto dal settore competente, ha rappresentato una fase di sperimentazione – tanto che la durata prevista era di un anno – alla luce della domanda di servizio in diminuzione per alcune fasce orarie da parte delle famiglie. Ma tre aspetti voglio sottolineare: finora abbiamo garantito lo stesso orario, abbiamo salvato l’occupazione e risparmiato un milione di euro rispetto agli anni passati». Il sindaco Nicola Sanna interviene dopo che il Tar ha annullato l’appalto dello scorso giugno – su ricorso di due cooperative precedenti gestori dei nidi che alla gara non avevano però partecipato – ritenendo non congruo il costo di 2 milioni 800mila euro più Iva fissato a base d’asta. Non congruo, hanno affermato i magistrati amministrativi, perché a fronte delle ore dichiarate necessarie nell’organizzazione del lavoro non ne copriva il costo.
«Adesso con la stesura del nuovo bando verificheremo i rilievi che ci sono stati mossi dal Tribunale amministrativo regionale – continua il primo cittadino –. Il nuovo appalto durerà tre anni, come quello del 2009-2012 che poi era stato prorogato per due anni, ma ritengo che non potremo stanziare una cifra molto differente dalla precedente. Certo, vedremo la questione in sede di approvazione di bilancio, e per quanto possibile faremo degli sforzi, ma non possiamo, stante la diminuzione dei trasferimenti da parte dello Stato, ipotizzare i costi del passato. Ma ribadisco che anche in questa occasione non verremmo meno al principio che ci eravano posti: basta pagare “vuoto per pieno”». Il riferimento del sindaco è che fino al 2015 il servizio 0-3 è stato calibrato per un impiego di personale in numero uguale anche in orari in cui poi l’affluenza dei bambini si è ridotta: e cioè dalle 16,30 alle 18 e il sabato mattina. «Abbiamo verificato i flussi storici ed è emerso che quelle fasce vengono utilizzate solo dal 6 per cento dei bambini – afferma Sanna –. Quindi a nostro parere è necessario avere disponibilità di personale in numero inferiore per coprire quel turno e per risparmiare sulla spesa totale».
E alla luce di questi dati era stato formato il bando di gara per la nuova gestione “bocciato” dal Tar. «L’amministrazione aveva chiesto agli uffici del settore Politiche educative se fosse possibile tenerne conto e ci è stato risposto che possibile era – spiega il sindaco –. Ci sono state prospettate quattro possibili soluzioni, tenendo conto che in bilancio avevamo disponibili solo 3 milioni 190mila euro più Iva. Per capire, prima, per un anno di servizio, il costo era stato di 4 milioni 600mila euro. A mio giudizio eccessivo».
Insomma secondo il sindaco non c’erano alternative: «Diversamente ci saremmo trovati nelle condizioni o di ridurre l’offerta solo al mattino, eliminando l’orario pomeridiano, oppure concentrare solo in alcuni asili nido le domande di orario prolungato. O, addirittura, aumentare le tariffe». Invece «il mercato ha dimostrato che la nostra proposta era sostenibile, tanto che altre coop hanno ritenuto conveniente partecipare alla gara. E abbiamo incrementato anche i posti: sono 23 i bambini accolti in più rispetto al passato».
Quindi ora la palla ritorna agli uffici delle Politiche educative che non potranno però non tenere conto della sentenza del Tar. Una decisione che ha sembrato ricalcare le proteste dei sindacati, delle cooperative e dei lavoratori a gara decisa. E anche di consiglieri della maggioranza e dell’opposizione che sulla correttezza delle scelte avevano espresso molti dubbi. Ma la vicenda sta mettendo in risalto anche le difficoltà degli enti locali a mantenere in piedi i servizi. Una situazione economica sempre più difficile da sostenere e che potrebbe aprire la strada ai privati. Un tentativo di privatizzazione degli asili nido, del resto, c’era stato sotto la giunta Ganau. Resta inoltre il fatto che i posti nel servizio 0-3 sono comunque insufficienti rispetto alla domanda. Ora sono coperti 398, ma le domande presentate erano state 548. (p.f.)
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