La Nuova Sardegna

Sassari

Bunnari, ecco le “vie dell’acqua”

di Vincenzo Garofalo
Bunnari, ecco le “vie dell’acqua”

Presentato alla Regione il progetto da 300mila euro per il rilancio turistico della vallata

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SASSARI. La scommessa da 300mila euro per i Comuni di Sassari e Osilo si chiama Bunnari. La vallata, i suoi sentieri fra i lecceti e gli antichi edifici liberty al servizio delle due dighe dell’invaso saranno recuperati con il progetto “Abba e Baddhe – Le vie dell’acqua” che i due comuni presenteranno alla Regione per aggiudicarsi un finanziamento, appunto, di 300mila euro.

L’idea e tutti i suoi aspetti tecnici sono stati illustrati in un incontro nei locali dell’ex Infermeria San Pietro. A descrivere ogni particolare i due sindaci, Nicola Sanna e Giovanni Ligios, e l’assessore sassarese alla mobilità urbana e rurale, Antonio Piu.

L’intenzione dei due Comuni è quella di restituire all’intera vallata l’antico fascino che da sempre ne ha fatto una delle mete preferite per le gite fuori porta di molti sassaresi. Certo ora, e già da qualche anno, l’invaso è completamente a secco, ma Palazzo Ducale, così come ha spiegato l’assessore Piu, ha in mente di riempirlo nuovamente di acqua. Ci sono però da aspettare le autorizzazioni burocratiche necessarie.

Negli ultimi anni il Comune ha già speso diversi milioni per la manutenzione delle dighe, quella bassa collaudata nel 1880 e quella alta di epoca fascista costruita nel 1932. E proprio il ritorno dell’acqua nell’invaso artificiale, sembra essere il sogno delle associazioni e dei tanti cittadini che hanno partecipato all’incontro pubblico. Prima però, ottenendo il finanziamento regionale, Sassari e Osilo contano di sistemare e riaprire i tanti sentieri della vallata: alcuni sono già stati resi fruibili con interventi mirati, ultimati proprio negli ultimi anni, ma molti restano ancora dalla vegetazione e da rifiuti.

Se la Regione darà parere positivo al progetto, i 300 mila euro saranno utilizzati per diversi interventi: il recupero del percorso pedonale tra la diga bassa e quella alta; l’ispezione e la verifica statica del tunnel sotterraneo ottocentesco che collega la diga bassa (quella più antica) con la palazzina ex acquedotto di viale Adua; realizzazione di un sistema di parcheggi al servizio dei percorsi nella Valle dei ciclamini e all’ingresso della diga alta; la messa in sicurezza e il consolidamento dei diversi fabbricati in stile liberty che erano utilizzati per il funzionamento delle dighe; installazione di cartellonistica e di arredi urbani che rendano facile e piacevole per i cittadini muoversi e orientarsi all’interno dell’intero parco. «È nostra intenzione riaprire le stradine della valle del Bunnari e collegarle con quelle già aperte e percorribili», ha spiegato Piu. «Gli antichi percorsi utilizzati dai nostri avi sono stati completamente dimenticati e con il tempo ricoperti da una fittissima vegetazione che li rende impraticabili. Noi con questo intervento vorremmo ridare l’identità originaria alla vallata, reinserire l’area delle dinamiche vitali della collettività, che in questi ultimi anni ha mostrato di gradire e cercare mete storico culturali e paesaggistiche», ha concluso Piu.

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