La Nuova Sardegna

Sassari

Coltello in pugno minaccia il gestore

di Gianni Bazzoni
Coltello in pugno minaccia il gestore

Migranti, tensione al centro di accoglienza ex Caravel di Predda Niedda. La donna è stata denunciata dalla polizia

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SASSARI. Ancora tensioni nel centro di accoglienza migranti, l’ex Caravel di Predda Niedda. Martedì mattina una delle ospiti - una donna nigeriana - ha aggredito e minacciato con un coltello da cucina il gestore della struttura. É scattato l’allarme e quando sono arrivati gli agenti della sezione volanti della questura, l’ospite si era già allontanata dal centro. La donna - in forte stato di alterazione psicofisica - è stata rintracciata il giorno seguente e quando gli agenti si sono avvicinati per identificarla avrebbe reagito in malo modo opponendo resistenza e cercando di aggredire gli operatori della pattuglia. Inevitabile la denuncia in stato di libertà. Una relazione sull’episodio e sul comportamento assunto dalla donna nigeriana è stata trasmessa all’Ufficio immigrazione della questura, della vicenda si occuperà anche il Prefetto. Il gestore della struttura ha riportare un graffio alla gamba, niente di particolarmente serio, anche se resta la pericolosità dell’episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Il centro di accoglienza per migranti , l’ex Caravel di Predda Niedda, gestito dalla «4Esse srl», è da tempo al centro dell’attenzione e - proprio di recente - è stato oggetto di un blitz a sorpresa del senatore sassarese Luigi Manconi che ha chiesto espressamente la chiusura. Una situazione che è pienamente conosciuta dalla Prefettura che, però, si trova di fronte a un problema reale: la mancanza di posti e l’impossibilità di accogliere i profughi assegnati complessivamente al territorio. Da qui la decisione di prendere tempo e provare - entro il termine stabilito, i 20 giorni che stanno per scadere - a risolvere almeno le questioni più gravi.

L’ex Caravel è un ristorante dismesso e l’organizzazione strutturale non consente - come è stato riconosciuto anche dalla Commissione per la tutela dei diritti dell’uomo - una gestione nel pieno rispetto dei diritti delle persone ospitate.

Finora si è andati avanti cercando di fronteggiare alla meglio le criticità, ma l’impegno in questi casi non basta. Alle carenze strutturali, infatti, si sommano altre questioni: l’assistenza sanitaria e l’infermeria, l’erogazione dei pasti (e la loro conservazione) e dell’acqua potabile.

Una struttura deficitaria, quindi, con carenze definite «imbarazzanti» dalla Commissione per la tutela dei diritti dell’uomo, che continua a restare aperta solamente perché c’è un’altra crisi - ugualmente drammatica - rappresentata dall’insufficienza di spazi per i richiedenti asilo.

Così l’episodio dell’altra mattina va inserito nel clima di tensione che si respira da tempo. Ormai basta un niente per fare scattare la proteste e per fare degenerare anche una lite che - in condizioni differenti - avrebbe potuto essere ricomposta senza particolari conseguenze.

C’è da dire che martedì mattina è andata bene. Maneggiare un coltello, puntarlo contro una persona non è una cosa di poco conto. A volte basta davvero poco per scatenare reazioni che possono anche coinvolgere più ospiti. E come ammettono alcuni ex operatori «finora è andata bene, ma non si può solo sperare che non succeda niente. Occorre agire e prevenire».

La situazione di difficoltà all’ex Caravel va avanti ormai da diversi mesi e l’attesa non è servita certo a dare soluzione ai problemi che, anzi, con il passare del tempo rischiano di aggravarsi ulteriormente.
Per questo il senatore Luigi Manconi ha sostenuto con fermezza la richiesta «di porre fine alla violazione sistematica dei diritti della persona». Ancora di più dopo l’ultimo grave episodio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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