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Sassari

Tula, le società di telefonia potrebbero pagare l’Imu

di Barbara Mastino
Tula, le società di telefonia potrebbero pagare l’Imu

All’esame del consiglio comunale la proposta di un esponente della maggioranza La legittimità dell’imposta sancita da leggi, decreti e dalla Corte di Cassazione

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TULA. Applicare l’Imu alle stazioni radio della telefonia mobile e alle centrali telefoniche nel territorio comunale per recuperare fondi da investire per il benessere della comunità. È la proposta del consigliere di maggioranza del Comune di Tula Claudio Meloni, che porta a sostegno della sua proposta leggi nazionali, decreti ministeriali e persino una sentenza della Cassazione e direttive dell’agenzia del territorio. «Si tratta di impianti di produzione – spiega Meloni –, che quindi come tali sono assoggettabili al pagamento di imposte comunali».

Non sono direttive applicabili a tutte le tipologie, ma solo a quelle, che a Tula sono presenti, conformate come «aree di terreno, di solito recintate, all’interno delle quali è installato su platea di calcestruzzo un traliccio cui sono fissate le antenne; in questo caso le apparecchiature elettroniche a corredo sono di norma ubicate in manufatti di dimensioni diverse in pianta e altezza. In questa fattispecie, qualora sussista un’ordinaria autonoma suscettibilità reddituale, l’obbligo dell’accatastamento dei manufatti risulta previsto dagli articoli 2 e 3 del decreto ministeriale 28 del 1998». Lo chiarisce ancora meglio la Cassazione, dice ancora Meloni, «quando con la recente sentenza numero 24026 del 25 novembre 2015 assimila tali impianti a quelli strumentali allo svolgimento di un’attività commerciale dicendo esplicitamente che “i ripetitori di telefonia mobile devono essere classificati nella categoria D, in quanto trattasi di struttura stabilmente infissa al suolo, recintata, all’interno della quale è stato installato, su una platea di calcestruzzo, un traliccio cui sono state fissate le antenne”». Una giurisprudenza nuova, nata dopo precise richiesti di alcuni Comuni italiani, ma suffragata da disposizioni datate, sulla quale il consigliere di maggioranza suggerisce alla giunta e al consiglio comunale di Tula un approfondimento. Da qui la decisione di depositare una mozione - ovvero un atto che, qualora approvato, impegni l’intero consiglio e la giunta - per richiedere l’avvio di uno specifico studio volto a verificare la fattibilità della richiesta del pagamento dell’Imu alle società di telefonia presenti con loro impianti a Tula: la centrale telefonica Tim e le quattro Srb (stazioni radio di base) per telefonia mobile (una Tim, due Vodafone e una Wind). Una richiesta che segue di poco quella presentata lo scorso maggio tramite un’interrogazione che richiedeva l’avvio di uno studio sull’applicazione dell’imposta sugli immobili alle grandi imprese di erogazione di servizi, con contestuale riscossione anche degli anni pregressi.

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