Donne al riparo dal tumore col pap-test
Nel 2015 eseguiti 11367 prelievi con lo screening della Asl che mira a prevenire malattie oncologiche al collo dell’utero
SASSARI. Sono 11.367 i pap test eseguiti nel 2015 dalle ostetriche del Centro Screening di Rizzeddu e degli altri consultori del territorio, pari a quasi il 30 per cento della popolazione bersaglio per la prevenzione del tumore del collo dell’utero. Un risultato importante, dicono i responsabili del progetto, perché viene raggiunto, anzi superato, l’obiettivo posto dalla Regione alla Asl di Sassari riguardo ai controlli medici sulle donne considerate più a rischio per l’insorgenza di una neoplasia. E lo screening sul tumore al collo dell’utero è quanto mai opportuno visto e considerato che si tratta della patologia oncologica femminile più diffusa dopo il tumore al seno e anche una di quelle rispetto a cui una diagnosi precoce fa davvero la differenza tra la guarigione totale e un esito infausto della malattia.
Un progetto, quello dello screening sulla cervice uterina, che sembra aver recuperato terreno dopo essere partito con grave ritardo, negli ultimi mesi del 2014. «È stato molto faticoso avviare tutta la macchina organizzativa - afferma il direttore del Servizio di educazione sanitaria-Centro screening Antonio Genovesi - perché la Asl di Sassari era in forte ritardo rispetto alle altre aziende per quando riguarda gli screening del collo dell’utero e del colon retto. Ci siamo però resi conto che non si poteva aspettare oltre e dopo l’estate del 2014 siamo partiti cominciando a invitare le donne residenti nel territorio della Asl dai 25 ai 64 anni di età. La lettera contiene appunto l’invito per la donna di presentarsi a Rizzeddu o in uno dei consultori della Asl per sottoporsi al pap test, un esame rapido e indolore che consente ai citologi di osservare se nella cervice uterina ci sono trasformazioni cellulari. Se l’esame è negativo la donna viene invitata a ripresentarsi per un altro controllo dopo tre anni altrimenti si procede ad ulteriori accertamenti». C’è soddisfazione fra gli addetti ai lavori per i frutti che oggi, dopo tutto il lavoro del 2015, si cominciano a raccogliere. «La Regione ci aveva posto l’obiettivo minimo di una “estensione”, cioè il numero di persone raggiunte dall’invito, pari al 60 per cento e la soglia del 20 per cento delle adesioni. Abbiamo raggiunto il 100 per cento dell’estensione e il 30 per cento delle adesioni per l’anno 2015».
Il salto di qualità però è stato fatto grazie alla preziosa collaborazione con il Servizio Coordinamento Consultori diretto da Marcello Cabiddu. Dal primo settembre 2015 infatti le attività di prelievo sono passate in capo all’Unità operativa dei Consultori familiari per andare incontro alle esigenze di molte utenti chiamate alla visita di controllo triennale e che lamentavano il fatto di doversi recare al poliambulatorio di San Camillo per effettuare il pap test. «Per garantire a tutte le donne l’esecuzione dei pap test nell’arco dei tre anni - dice Cabiddu - vengono chiamate oltre mille pazienti a settimana. Tutti gli esami previsti dallo screening, anche gli eventuali approfondimenti (come la colposcopia) e cure, sono completamente gratuiti». Ma la sfida continua perché gli obiettivi della Regione si innalzano di anno in anno e gli operatori devono fare i conti con una complessa organizzazione che non sempre risponde e con la mancanza di risorse: la Regione non ha ancora trasferito i fondi screening per il 2015 e il 2016.
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