La Nuova Sardegna

Sassari

Un contenzioso che si trascina da ottobre

di Pinuccio Saba
Un contenzioso che si trascina da ottobre

Il Comune afferma di aver pagato quanto dovuto ma l’intervento di Equitalia allontana l’accordo

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il “caso” era scoppiato a novembre, quando i congiunti di alcuni defunti avevano denunciato una eccessiva permanente dei feretri dei loro cari all’interno della camera mortuaria del cimitero.

Le tumulazioni nella nuova ala del cimitero, infatti, erano state bloccate dal consorzio di imprese che sta ampliando il camposanto. O meglio, i lavori per la realizzazione dei nuovi loculi erano terminati da tempo, ma l’impresa non li aveva ancora consegnati al Comune. Questo perché, secondo l’impresa, l’amministrazione municipale non aveva provveduto al pagamento dovuto per la realizzazione dei lavori e altri servizi effettuati nei mesi precedenti.

Il Comune, però, aveva fornito un’altra spiegazione: l’amministrazione aveva provveduto a mettere in pagamento le fatture dell’Ati, la cui capofila è la Costruzioni Sacramati, ma era intervenuta Equitalia che aveva disposto un sequestro preventivo delle somme destinati all’impresa.

Dopo quella prima protesta, fra amministrazione comunale e consorzio di imprese era ripreso il dialogo, per cercare una soluzione che ponesse fine alla situazione che si era creata in cimitero e in particolar modo nella camera mortuaria. Alla fine il Comune aveva emesso un’ordinanza urgente a tutela della salute pubblica che aveva sbloccato l’impasse.

Motivo del contendere, tra l’altro, era anche l’aumento delle tariffe per le tumulazioni che il consorzio di imprese aveva stabilito al termine della scorsa estate. E su quelle tariffe (più che triplicate rispetto al passato) il confronto era stato serrato, prima di raggiungere un accordo che aveva accontentato le parti.

Ora, però, la situazione si è ripresentata, ancora più complicata e carica di tensioni di prima. E le posizioni di ente pubblico e consorzio di imprese sono le stesse di qualche mese fa. O quasi. L’Ati rivendica il pagamento si somme arretrate per un milione e mezzo di euro, ma il Comune replica di aver già pagato (e per tempo) una parte delle somme dovute, 450 mila euro.

Un secondo pagamento di 750 mila euro è stato disposto nei giorni scorsi e a breve dovrebbe essere nella disponibilità dell’impresa di costruzioni. Resta invece ancora bloccata la somma rivendicata da Equitalia, circa 500 mila euro. «Ma di questo – fanno sapere dal Comune – noi non sappiamo nulla di preciso, è un fatto che rientra nei rapporti fra Equitalia e il consorzio di imprese».

Ad aggravare una situazione già complicata, c’è poi la questione relativa al mancato funzionamento del crematorio. L’impianto è infatti bloccato dalla scorsa estate a causa della rottura di un componente difficile da reperire sul mercato italiano.

Un impianto di “vecchia” concezione, uscito rapidamente di produzione, pezzi di ricambio compresi.

Questa circostanza ha obbligato l’amministrazione comunale a far realizzare da un artigiano il pezzo mancante, ricambio che però deve superare tutti i test di sicurezza. E i tempi, ancora una volta, non si preannunciano brevissimi.

Dopo le tensioni di ieri mattina, però, è necessario che fra amministrazione e comunale e consorzio di imprese riprenda il dialogo. Perché non è pensabile che le tumulazioni avvengano con la scorta della polizia municipale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative