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Cimitero, nessun accordo tra imprese e Comune

di Vincenzo Garofalo
Cimitero, nessun accordo tra imprese e Comune

SASSARI. Nessuna pace in vista nella guerra delle tumulazioni fra il Comune e la cordata di imprese guidate da Sacramanti che hanno in concessione l’ampliamento del cimitero e la custodia delle nuove...

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SASSARI. Nessuna pace in vista nella guerra delle tumulazioni fra il Comune e la cordata di imprese guidate da Sacramanti che hanno in concessione l’ampliamento del cimitero e la custodia delle nuove strutture. Anzi, la vicenda rischia di ingarbugliarsi ancora di più e di creare un allarme loculi per il camposanto sassarese.

Lunedì, dopo la clamorosa protesta dei lavorati di Sacramati e Montresori, che avevano bloccato l’inumazione di un’urna, reclamando il mancato pagamento delle tumulazione eseguite negli ultimi sei anni, si è svolto un vertice fiume, andato avanti per tutta la sera e concluso senza il lieto fine. Le due non si sono avvicinate nemmeno di un centimetro: Sacramati chiede il versamento immediato di 750mila euro, frutto delle tumulazioni eseguite nelle nuove strutture del cimitero, e pagate in base alle tariffe stabilite di comune accordo fra l’amministrazione e le imprese (180 euro più Iva a tumulazione, con effetto retroattivo); Palazzo Ducale invece dichiara di avere già versato circa 500mila euro all’Ati, che la nuova tariffa di 180 euro debba essere applicata solo dal 2015. E che per gli anni precedenti nulla è dovuto. Ma non basta: il braccio di ferro che finora ha fatto procedere a singhiozzo le tumulazioni nel nuovo cimitero, rischia di estendersi ai loculi. L’Ati che sta realizzando l’ampliamento del camposanto con un appalto in project financing ha praticamente terminato la costruzione di 310 nuovi loculi, che potrebbero restare non consegnati fino a quando Palazzo Ducale non salderà il debito. Intanto la vicenda, che era stata sollevata politicamente dal segretario dei Riformatori, Michele Solinas, approda anche in Consiglio comunale, dove il capogruppo azzurro Manuel Alivesi, ha presentato un’interpellanza con cui chiede al sindaco di spiegare in aula ciò che sta accadendo, e soprattutto, in che modo sia stato possibile affidare alla Altari con procedura diretta due concessioni, una da 300 mila e una da 240 mila euro.

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