Incorporazione Aou: per i sindacati è solo fonte di guai
Le sigle denunciano le aziende per mancanza di dialogo «Intanto i reparti sono nel caos: mancano farmaci e presidi»
SASSARI. Dai reparti, diventati vere e proprie trincee della salute, arrivano missive inquietanti. Mancano le forniture di presidi essenziali, come ad esempio la semplice eppure importantissima acqua ossigenata, scarseggiano i farmaci da utilizzare in corsia per le varie patologie, bisogna fare i salti mortali per poter disporre persino delle siringhe. Capita sempre più spesso che non ci sia acqua calda nei bagni e nelle camere di degenza.
Sembra impossibile, eppure alle tante segnalazioni provenienti da pazienti esasperati e dai loro familiari si aggiunge la conferma delle organizzazioni sindacali che ieri «di fronte a una situazione disastrosa e al totale rifiuto da parte delle direzioni delle due aziende Asl e Aou di interloquire con i rappresentanti dei lavoratori» hanno annunciato l’intenzione di “denunciare” i vertici per condotta antisindacale «così come prevede la legge».
Una decisione che fa seguito, in particolare, all’incorporazione dell’ospedale civile Santissima Annunziata nell’azienda ospedaliero universitaria di viale San Pietro avvenuta, sulla carta, il 31 dicembre del 2015. «Da quel momento, come era facilmente prevedibile, vista la totale mancanza di programmazione, i problemi si stanno moltiplicando. «Mancano infermieri e operatori sociosanitari in tutti i reparti ma i commissari sembra siano troppo impegnati a distribuire posizioni organizzative per rendersene conto», attacca Fausta Pileri, segretaria di Nursind che assieme ai colleghi di Cgil, Cisl, Uil, Nursing Up, Fsi e Fials ha organizzato l’iniziativa. «Giustificano l’immobilismo con il problema del blocco del turnover da parte della Regione - aggiunge Mariangela Campus, segretaria di Fsi - ma è di pochi giorni fa la delibera della Asl di Lanusei, per fare un esempio, con cui vengono assunte 52 persone a tempo indeterminato per rinforzare reparti e ambulatori. Facciamo anche un appello ai politici perché si accertino di come veramente stanno andando le cose per i pazienti del Nord Ovest Sardegna». E giù segnalazioni sul fatto che nei reparti in crisi da sempre come le medicine di notte c’è un solo infermiere di turno e quando c’è bisogno di spostare degenti con piaghe da decubito lo devono fare i parenti. «Alla Aou mancano 80 infermieri e 110 oss, nella Asl ci sono carenze paurose che riguardano i centri dialisi che non stanno più accettando nuovi pazienti», dice Alessandro Nasone di Nursing Up mentre Toto Terrosu di Cgil e Dario Cuccuru di Uil puntano il dito sulla necessità che anche gli altri ospedali del territorio siano di primo livello. Problemi anche nei laboratori («al palazzo rosa c’è un carico di lavoro ormai insopportabile, basta fare un giro la mattina nella sala d’attesa», dice Salvatore Dettori di Fials) mentre le farmacie ex Asl e Aou, affermano i sindacalisti, si rimpallano le responsabilità su chi abbia competenza su questo o quel prodotto mettendo in crisi reparti e singoli pazienti dimessi. Per il momento, a quanto pare, dei vantaggi promessi dall’incorporazione non se n’è visto ancora uno mentre le dirigenze vanno avanti con i ritmi del famigerato adagio «Lasciateci lavorare...».
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