Protezione civile, primo via libera al piano di emergenza
Progetto operativo dopo il passaggio in consiglio comunale Il vice sindaco: «Importante coinvolgere le associazioni»
PORTO TORRES. Il Comune di Porto Torres ha il suo primo Piano di protezione civile - illustrato ieri mattina in commissione consiliare dell’architetto Piero Capello – che diventerà operativo dopo l’approvazione del documento da parte del consiglio comunale. Due anni di full immersion per elaborare un piano di cui l’amministrazione comunale non si era mai dotata (in quanto le criticità di protezione civile si affrontavano prima con mezzi ordinari), attraverso esercitazioni, formazione e tantissime riunioni che hanno poi permesso la costituzione del Centro operativo comunale. Lunedì è stato convocato proprio il Coc istituito nella sala operativa del comando di polizia locale, dove ha partecipato anche il sindaco Sean Wheeler in qualità di capo della protezione civile e il coordinatore del Centro Katia Onida che ha illustrato le funzioni di supporto, che costituiscono l’organizzazione delle risposte distinte per settori di attività e d’intervento che occorre dare alle diverse esigenze operative. «Le motivazioni della convocazione del Coc – ha ricordato il comandante della polizia locale – erano da attribuire alla presentazione della terza e ultima parte del piano in seno al quale si individuano le procedure operative per gli incidenti non prevedibili».
Nei mesi precedenti erano stati approvati i piani per il rischio idrogeologico e per quello industriale, considerando che la zona industriale di Porto Torres è tra le più vaste della Sardegna con diverse aziende a rischio “Incidente Rilevante”, anche se alcune di esse negli ultimi anni hanno cessato o sospeso l’attività. Il prefetto di Sassari ha già elaborato il Piano di emergenza esterna (Pee) dell’Area di sviluppo industriale, da svolgere in sussidio con le altre strutture operative competenti, e il contributo del Comune alla gestione del Pee, che consiste nel gestire la comunicazione alla popolazione: eventualmente nell’evacuazione e ricovero al chiuso dei non residenti e di coloro che transitano nelle aree a rischio, e nel garantire il contributo del Coc e della polizia locale per la gestione dell’emergenza. «Per creare l’organizzazione della struttura comunale di protezione civile ci siamo presi tutto il tempo necessario – ha detto dice l’architetto Capello –; per testare una reale operatività, ora è fondamentale programmare delle esercitazioni a sorpresa per verificare la velocità di allestimento della sala operativa e per capire se quella procedura funziona oppure bisogna integrarla». All’illustrazione del Piano era presente il vice sindaco Sebastiano Sassu che, dopo aver ringraziato il consigliere Davide Tellini per aver dato inizio alle procedure, ha sottolineato l’importanza di «coinvolgere le associazioni del territorio e gruppi di volontari per dare supporto alla protezione civile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
