La Nuova Sardegna

Sassari

«Cimitero, si faccia chiarezza»

di Vincenzo Garofalo
«Cimitero, si faccia chiarezza»

Alivesi e Solinas chiedono all’amministrazione di accordarsi subito con le ditte

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SASSARI. «La giunta faccia chiarezza e trovi subito un accordo con le imprese che hanno in concessione l’ampliamento e la gestione nella parte nuova del cimitero, o i sassaresi rischiano di pagare doppio questo assurdo braccio di ferro». Il capogruppo di Forza Italia, Manuel Alivesi e il segretario dei Riformatori, Michele Solinas, ribadiscono la richiesta alla Giunta di mettere fine alla diatriba con l’associazione di imprese guidata da Sacramati, di spiegare alla città come stanno realmente i fatti, e mettono in guardia l’amministrazione riguardo a una possibile richiesta di risarcimento danni cui il Comune si starebbe esponendo evitando di pagare alle ditte che lavorano nel nuovo cimitero quanto dovuto per le tumulazioni fatte dal 2009 a oggi. «Se il problema relativo al pagamento delle tumulazioni era la mancanza di una tariffa determinata di concerto fra l’amministrazione comunale e l’Ati, non capiamo perché le complicazioni continuino», spiegano Alivesi e Solinas. «Il Comune e le imprese hanno raggiunto un accordo lo scorso novembre stabilendo un prezzo di 180 euro più Iva a tumulazione. Non si capisce quindi per quale motivo l’amministrazione non proceda a saldare il debito che ha contratto con l’Ati, rischiando che questa si rivolga al tribunale chiedendo in aggiunta i danni». L’associazione di imprese che con un contratto di project financing ha in concessione l’ampliamento del camposanto, più la gestione e la custodia delle opere realizzate, ha sospeso dalla fine di giungo le tumulazione, proprio perché reclama il pagamento delle operazioni svolte dal 2009 a oggi. Un conto di 708 mila euro (più 138mila di interessi) che al Comune non è andato giù. A luglio Palazzo Ducale aveva affidato il servizio di gestione del vecchio cimitero e del forno crematorio alla società Altair srl, per sbloccare le inumazioni. Un affidamento diretto che ha spinto Paolo Montresori (titolare della Ices srl, una delle imprese che hanno in concessione il project financing) a presentare un esposto in Procura. Dubbi che pongono anche Solinas e Alivesi: «Come è stato possibile affidare senza evidenza pubblica un servizio che con due determine dirigenziali assegna 300 mila e 240 mila euro alla Altair?».

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